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Società

La pulce nell'orecchio


di Cesare Malnati

All'Euganeo, l'AlbinoLeffe - costantemente all'inseguimento - non è riuscito ad acchiappare il Padova (2-3). Due rigori, entrambi realizzati da Cocco, che del resto se li era procurati, non sono bastati. Ma dove sta il paradosso? Che il penalty forse più evidente, ai danni di Pacilli, non è stato concesso, nel finale. L'arbitro comunque - occorre sottolinearlo - è stato approssimativo per l'intera gara ma non certo favorevole, nel complesso, ai padroni di casa. E poi tre rigori in trasferta quando capitano? La gara, sbloccatasi già al 6' per merito di Bovo in seguito ad una serie di omissioni, come al solito, della fase difensiva dei seriani, s'è sviluppata ricca di conclusioni. Raggiunto presto il pari, l'AlbinoLeffe, pur tentando di ribattere colpo su colpo agli affondo dei più forti avversari, è capitolata nuovamente alla mezz'ora ad opera dell'ex Ruopolo, che ha approfittato delle larghe maglie blucelesti. Ma la squadra, da quando c'è mister Salvioni, avanza sempre. Sicchè le occasioni le subisce, ma anche le crea: un paio da una parte e dall'altra fino alla realizzazione di Cacia, che, nel saldo fra il dare e l'avere, sembrava aver chiuso i giochi a favore dei veneti. Invece al 34' è venuta fuori la seconda massima punizione e fino al termine, in un continuo alternarsi d'emozioni, s'è potuto sperare. Difficile tirare le somme. Quasi quasi l'AlbinoLeffe ha svolto la stessa mole di gioco del Padova, pericolosità compresa. Tuttavia la sensazione che la partita sarebbe finita male non ha mai abbandonato l'osservatore di parte seriana. Il fatto è che fra le due squadre esiste una ben precisa differenza, visibile ad occhio nudo: la concretezza e l'organizzazione della fase difensiva. Salvioni ha schierato due difensori di ruolo (Bergamelli e Piccinni) e stop. Niente Hetemaj, fisicamente non a posto, davanti a loro. Sulle fasce, Salvi e Cristiano bassi, con Girasole e Foglio più alti: tutta gente non abituata a contenere. Soprattutto Salvi non è difensore e s'è visto in occasione del primo gol: in quella zona del campo è indeciso, come già era clamorosamente accaduto nella recente partita col Pescara. Sinceramente l'AlbinoLeffe di Salvioni mi pare la velleitaria Roma di Luis Enrique, lasciando i centrali di retroguardia (nella ripresa, Bergamelli non s'è ripresentato, sostituito da D'Aiello) soli soletti. Suicidio? Insomma non si giocava con una pari grado, bensì a casa di un'aspirante alla promozione. Resta da capire, però, quali alternative reali il tecnico abbia a disposizione. Qualche notevole carenza individuale dal punto di vista tecnico è già stata da tempo individuata e dunque non si può nemmeno pretendere granchè.

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