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Società

Settore giovanile: pensiero libero

Pubblichiamo oggi un "pezzo" scritto da uno degli allenatori del settore giovanile: si tratta di alcune considerazioni sul lavoro e sull'ambiente del vivaio dell'AlbinoLeffe di questa stagione, interessante proprio perché proveniente dall'interno e perché sentito come esigenza forte e spontanea dal suo autore. 


Inquesti mesi continuano ad arrivare attestati di “stima” neiconfronti del settore giovanile dell’AlbinoLeffe. Questi segnalipositivi si traducono in continue convocazioni nelle varie nazionaligiovanili sia italiane (Belotti, Zaro, Cali’, Marongiu, Cortinovis,Piacentini, Zappa) che estere (Ambra,nazionale Slovacca, e Vorobjovs, nazionale lettone) e ottimeposizione in classifica (e quando parlo di classifica, parloesclusivamente delle tre squadre che disputano i campionatinazionali...).

LaPrimavera sta lottando addirittura per il primato con una rosa tra lepiù giovani di tutto il girone (solo ragazzi nati nel 1993 eparecchi nel 1994); stessa cosa dicasi per gli Allievi e iGiovanissimi, rose composte da giocatori di due annate visto che lascelta della società è di fare una sola squadra percategoria e che eppure stanno giocando un grande campionatotogliendosi parecchie soddisfazioni (vedasi le vittorie degliAllievi contro Inter ed Atalanta, ad esempio). Ma la ciliegina sullatorta è arrivata con il debutto del “Belo”, come lochiamano tutti a Zanica, in prima squadra, un esordio di 15'impreziosito pure da uno splendido goal di testa.

Quandole prove cominciano ad essere così numerose, non possiamo piùparlare di una casualità e proprio questo ha fatto sìche iniziassi a chiedermene il motivo. E più ci pensavo e piùmi rendevo conto che i fattori determinanti e vincenti sono tanti nelnostro settore giovanile.


Ilprimo e fondamentale fattore è che la proprietà credeveramente nel settore giovanile: basta venire a Zanica e rendersiconto della struttura dove noi abbiamo la fortuna di lavorare. Pensoche sia un caso più unico che raro che gli impianti dovelavora il settore giovanile siano alla pari se non superiori a quelliutilizzati dalla prima squadra.

Altrofattore vincente è l’atmosfera che si respira fra tutti icomponenti dello staff tecnico. Dal responsabile (Giovanni Bonavita)all’ultimo arrivato è bello riscontrare che nessuno si senteprofessore in cattedra, ma che tutti hanno voglia e motivazioni perdare il proprio contributo. Come? Non sono necessarie riunioni inufficio, che lasciamo a Maurizio Riva segretario unico (non soloperche’ e’ il solo) del S.G., ma andando sul campo a dare ericevere dai propri colleghi. Ed ecco che quotidianamentel'allenatore dei giovanissimi va sul campo con la squadra dei Pulcinie viceversa, il tecnico degli Allievi sul campo con gli Esordienti eviceversa, il mister della Primavera con gli allievi e cosi via. Unoscambio continuo, un confronto costante, cose che ci permettono diaver un aggiornamento fisso e di parlare la stessa lingua calcistica.E si continua così anche fuori dal campo, magari in pizzeriadopo una partita fra allenatori ed accompagnatori, arbitratadall’inossidabile Facoetti (responsabile del centro sportivo diZanica), oppure durante e dopo una cena a base di porchetta e risottoa Malpaga (in quella di un mese fa eravamo più di 40,pagamento alla romana... chiaramente). Insomma non siamo allenatoriche si limitano a timbrare il cartellino e a seguire la squadra diloro competenza: viviamo la realtà a fondo, consideriamol'AlbinoLeffe come anche vuole il nostro presidente Andreoletti,ovvero come una grande famiglia, nella quale ci si sacrifica, silavora dando tutto quello che si ha, anteponendo allo stipendio lapassione e la devozione verso il calcio e la società.

Conil passare dei giorni son affiorati altri motivi e soprattutto unadomanda: come può una società di serie B in terraatalantina e con un budget molto ridotto rispetto alle corazzatemilanesi riuscire ad ottenere questi risultati? Qui, io credo,entrano i gioco tutti i nostri osservatori. Volete sapere quantisono? Due, al massimo tre! Abbiamo “il Boffe”, che si muove suicampi di provincia e d’Italia con la stessa padronanza che mostranel suo ufficio, dove registra e rivede partite su partite ognigiorno. Abbiamo tanti amici che sanno come lavoriamo, abbiamo illavoro certosino (iniziato negli anni scorsi ed ulteriormenteincrementato quest’anno) del trio Cancelli (responsabile fascie preagonistiche e scouting), Rossi e Pesenti, lavoro che ci permette dipoter scandagliare la provincia e le zone limitrofe in cerca difuturi Mattia Valoti o Andrea Belotti.

Circa2 mesi fa l’arrivo in mezzo a noi di Mirco Poloni e Ruben Garlini,due tasselli importanti di storia dell’AlbinoLeffe. È unasorpresa vederli sul campo con una grandissima umiltà, con unavoglia di mettersi in gioco e lavorare con i ragazzi anche piùpiccoli (nel mio caso esordienti). Per i ragazzi è importanteconfrontarsi con giocatori veri che hanno cucita addosso la magliaceleste, così come sono importanti i racconti delle loroesperienze nel calcio che conta, un motivo in più per lavorareduro, per accarezzare il sogno e sentirsi parte di qualcosa digrande. Mi viene in mente l’allenamento in cui Ruben, mentrespostava una porta con i ragazzi, raccontava loro di quando fuartefice dell'espulsione di Buffon nell'ormai storico AlbinoLeffe vsJuventus 1-1.

Concludoparlando di loro, dei ragazzi, la vera colonna portante di tutto. Unaneddoto, che vale più di tante altre parole: durante unincontro organizzato presso il nostro centro con gli istruttori dellesocietà dilettantistiche gemellate, un allenatore hapronunciato questa frase: “Certo che qui i vostri ragazzi sidivertono davvero”. Be’, se riusciamo a far divertire i ragazzi ein più otteniamo anche risultati sportivi... allora siamoproprio bravi.

Untecnico innamorato del proprio Hobby

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