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Società

La pulce nell'orecchio


di Cesare Malnati

Senza fase difensiva a calcio non si può giocare, ma l'AlbinoLeffe ultima edizione pare proprio non volerne tenere conto. A Crotone prima azione dei padroni di casa, un gol (al 7', Gabionetta). Alla seconda azione, un altro gol (al 27', Gabionetta). Alla terza azione, ancora un gol (Florenzi in spettacolare rovesciata al 36', su assist di Gabionetta, che, per essere un ex, la sua parte l'ha fatta, eccome). Lo sconfortante punteggio finale fissato sul 2-5, primo tempo 1-3, le reti blucelesti di Cisse su rigore, al 32', e di Torri, di testa, a sei minuti dal 90', sul momentaneo 1-4. Palle perdute a centrocampo, tenerezze nei contrasti, marcature per nulla fisiche, insomma il solito campionario d'orrori peraltro largamente prevedibile se in campo ci vanno sempre gli stessi con le arcinote caratteristiche inadatte al contenimento. Inutile alimentare polemiche, rammentando chi è rimasto in panchina: fenomeni no, d'accordo, ma almeno un interditore di professione, sì. Senza contare che continuare a schierare  in fascia destra il tandem composto da Salvi e Girasole significa mettere in preventivo che da quella parte si apriranno falle in continuazione. Salvi non potrà mai fare il terzino. E si è visto in occasione del primo gol quando ha lasciato la marcatura di Sansone a Girasole, anch'egli comunque mai e poi mai difensore: tiro, respinta d'Offredi, di testa Gabionetta risolutore, facile vincitore in piena area del duello spalla a spalla con Piccinni. Successivamente chi perde palla a centrocampo, impegnato in un fraseggio da non effettuarsi in quella zona del campo? Salvi, e via col contropiede. Nessuna colpa a Salvi, in particolare: ma difendere non è il suo mestiere, trattasi di un giocatore abile - eventualmente - nel tentativo di uno contro uno! La terza rete nasce da un'altra palla storditamente ceduta a centrocampo, la quarta un gentile omaggio di Belotti, giovane bomber di scorta mandato dentro nel finale. L'ultima realizzazione pitagorica un cinque contro quattro inguardabile. Insomma si può andare in giro per l'Italia così? Diciannove sono i gol subìti nella gestione Salvioni, che non può non porsi il problema di proteggere maggiormente la retroguardia. Che consolazione è leggere sui giornali, come accadrà, che in fondo l'AlbinoLeffe ha svolto un'apprezzabile mole di gioco, che all'inizio del secondo tempo ha messo lì gli avversari, che Torri e Cisse hanno avuto due occasioni limpide, eccetera? Sì, perchè questa è la verità, ma che cosa importa, all'atto pratico? Questo osserva "La pulce nell'orecchio", che si guarda bene dal tirare conclusioni e si limita ad aggiungere che mancano ancora parecchie partite da gestire, sia in chiave classifica che in chiave comportamenti. La partita in se stessa, pur non brutta, è stata disputata a ritmi tutt'altro che forsennati ed è vissuta sulla manovra seriana, scandita però dai gol calabresi. In tema di velocità, da parte di due squadre impegnate nella lotta per la salvezza c'era d'attendersi di più e anche questa non è certo una valutazione favorevole all'AlbinoLeffe, che - costantemente all'inseguimento - non ha potuto gestire il risultato, al contrario del Crotone.

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