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Società

La pulce nell'orecchio


di Cesare Malnati

Con la squadra sciaguratamente spezzata in due, a tre minuti dal 90' l'AlbinoLeffe ha preso gol (Paolucci), totalizzando - 0-1 - la quinta sconfitta consecutiva, seconda casalinga. Ha vinto il Vicenza, reduce a sua volta da quattro risultati negativi uno dopo l'altro (tre punti nelle ultime undici gare). La traversa piena - colpita da Belotti, entrato al 24' s.t. al posto di Foglio, nel tempo di recupero  - autorizza a riferire che c'è stata pure sfortuna e che il responso del campo può considerarsi ingiusto. I veneti infatti fino alla rete non s'erano mai resi sostanzialmente pericolosi. Tuttavia i seriani non hanno davvero di che consolarsi, dato il loro disastroso ruolo di marcia recente. Del resto l'ennesimo insuccesso è frutto sì della mala sorte, ma anche di una prestazione non all'altezza delle impellenti necessità di classifica, pur contro un avversario anch'esso palesemente in crisi. Il nocciolo della questione è sempre lo stesso. il patatrac s'è realizzato con una formazione schierata a 4-2-4, con Cissè a destra, Pacilli a sinistra e Torri-Belotti punte centrali. Qualcuno di costoro possiede forse attitudini a contenere? Ecco perchè s'è detto all'inizio di squadra divisa a metà. E davvero in occasione del gol quelli del Vicenza hanno fatto i loro porci comodi prima in sede d'avvicinamento alla porta d'Offredi e poi in area. Una partita non si può ridurre all'azione decisiva, però  è inspiegabile che vengano riproposti sempre gli stessi errori. Prima del 4-2-4 s'era rivista l'opinabile formazione tipo targata Salvioni, con le varianti di D'Aiello al posto di Piccinni in tandem con Bergamelli, al centro della retroguardia, e di Pacilli in sostituzione dell'infortunato Girasole in fascia destra, più alto del confermato Salvi. Inutile ribadire quanto più volte universalmente espresso. Nè Salvi, nè Girasole, nè Pacilli possono giostrare da esterni bassi. Dall'altra parte, Cristiano-Foglio: praticamente idem con patate, anche se i due si sono sforzati di mettere in moto gli automatismi per sovrapporsi e soprattutto Cristiano ha disputato una buona partita. Foglio almeno un paio di tiri in porta li ha fatti. Ma quando in una squadra non c'è il giusto equilibrio succede che non sei in grado di creare gioco per via della preoccupazione d'essere facilmente perforato, problema che prima o poi puntualmente si verifica. Non è che la coppia di centrocampisti Previtali-Laner sia mai riuscita ad avviare azioni avvolgenti. Cisse s'è fatto ammonire dopo dieci minuti, Torri non ha cavato un ragno dal buco, insomma con questi limiti come si può pensare di continuare a procedere dritti per la propria strada come se il canonico 4-4-2 privo d'interditori (quando non il 4-2-4 della fase finale) possa vincere le partite a prescindere dagl'interpreti a disposizione?  Senza minimamente condividere critiche urlate fin troppo facili quando le cose vanno male, l'osservatore asettico non vorrebbe che la gestione di questo complicato scorcio conclusivo della stagione degenerasse in involontario autolesionismo allo stato puro.

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