Aspettando AlbinoLeffe vs Ascoli: i precedenti
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di Massimo Di Stefano
La situazione di classifica ascolana, per nulla rassicurante, non permette ai bianconeri di fare passi falsi di qui in avanti, e questo li costringe certamente a giocare tutte le partite col coltello tra i denti e con la volontà di raggiungere la salvezza, insperata ad un certo punto della stagione, per il secondo anno consecutivo, nonostante tutti i problemi che attanagliano oramai da tempo la società.
Dal punto di vista tattico, col passaggio da Castori a Silva, l'atteggiamento in campo è mutato. Dalla variabilità offerta da Castori, che partendo da un 4-5-1, modificava spesso in 4-3-3 o 4-4-2 lo schacchiere, i marchigiani sono passati al categorico 5-3-1-1 o 5-3-2 imposto da Silva per solidificare la retroguardia ed incassare meno reti possibile (riuscendovi), tentando così la fortuna affidandosi alle ripartenze delle punte che però spesso sono mancate come intensità ed efficienza. A differenza di altre squadre l'Ascoli esegue lo schema in maniera ordinata ed arcigna in difesa, ma con ripartenze solitamente meno micidiali e devastanti. Il fatto che i marchigiani siano uno degli attacchi meno prolifici del campionato è lì a dimostrarlo.
In porta giocherà Guarna, difesa a 5 con Scalise sulla destra, Tomi sulla sinistra, e Ciofani, Vasco Faisca e Andjelkovic (squalificato Peccarisi) come centrali. Mediana robusta composta dal capitano Di Donato, da Ilari e da uno tra Sbaffo, più offensivo e largo in campo come raggio d'azione, o Parfait, più roccioso e combattivo. In avanti il senegalese Papa Waigo, capocannoniere della squadra con 9 reti, sarà assente per squalifica: quindi spazio a Soncin e probabilmente a Romeo.