Andreoletti: "Tutte queste circostanze verranno chiarite nelle sedi opportune"
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Il patron Albinoleffe, secondo Gervasoni, avrebbe concordato la sconfitta col presidente reggino Foti
Donatella Tiraboschi – sabato 14 aprile 2012, Il Corriere della Sera ed. Bergamo, pag. 12
Presidente Andreoletti, continua il suo annus horribilis, in campo e, soprattutto, fuori.
«Ogni settimana ne esce una nuova. Abbiamo iniziato con Perumal, il finlandese secondo cui l\'AlbinoLeffe sarebbe
controllato dalla mafia asiatica, per arrivare all\'ultima».
Quella che ha riportato il Corriere della Sera , con Gervasoni che parla di combine organizzata da Foti e lei per il risultato di Reggina-AlbinoLeffe del maggio 2010, finita 3 a 1...
«Cominciamo con l\'inquadrare quell\'incontro. Noi avevamo motivazione pari a 10 e i nostri avversari 120. Giocavamo in uno stadio caldissimo, per noi non c\'era niente altro da ricercare se non una soddisfazione sportiva, nella penultima partita della stagione. Ora, secondo Gervasoni, io avrei concordato con Foti il risultato di quella partita, con la "promessa" che mi avrebbe restituito il favore l'anno dopo. Mi chiedo da dove sia uscita questa cosa».
Da Gervasoni che riporta quanto avrebbe detto Carobbio...
«All'epoca né Gervasoni né Carobbio giocavano più con noi. E' evidente che queste parole vengono da una terza "sponda". Mi chiedo: da chi l\'ha saputo Carobbio? Sono dichiarazioni che dovranno essere giustificate».
Lei come le giustifica?
«Non mi permetto di rispondere al posto di Foti, che è la prima persona coinvolta e che rispetto. La miglior risposta purtroppo, per l\'AlbinoLeffe l\'ha data il campo lo scorso anno».
Nel senso che la Reggina non le ha restituito il favore?
«La partita in cui abbiamo incontrato la Reggina ci avrebbe consentito, se l'avessimo vinta, di evitare i play out. Abbiamo perso tre a uno. Il campo ha dato un esito opposto a quanto sarebbe stato lecito attendersi se lo cose fossero andate secondo quanto riportato da Gervasoni. Quel risultato è la miglior risposta all\' insinuazione».
Foti non l\'ha mai chiamata?
«Lo vedevo nel Consiglio di Lega e ci sono stati contatti per queste ragioni, ma escludo di aver ricevuto da lui richieste di accomodamento. Non esiste proprio. I nostri rapporti sono sempre stati cordiali, ho visitato il suo centro sportivo così come lui ha visitato il nostro. Ci saranno le sedi opportune in cui tutte queste circostanze verranno chiarite».
Gervasoni concede il beneficio del dubbio... «non so se (Foti) gli (ad Andreoletti) diede del denaro».
«Mai ricevuto né telefonate né denaro».
Ma questa faccenda quanto ha influito sul vostro campionato?
«Dal punto di vista societario per nulla, assolutamente. Con i giocatori siamo stati chiari, quella del calcio scommesse era una "partita" diversa, che non si giocava in campo. Non ci sono alibi».
Di chi è la colpa di questa classifica?
«La responsabilità è solo mia, ho scelto giocatori che pensavo fossero all\'altezza della situazione, ma non è così. Vorrei che mi dimostrassero il contrario. Ne hanno ancora la possibilità».
Che cosa l'ha delusa?
«L'incapacità del gruppo di prendere coscienza del problema e di risolverlo. In tutta la stagione abbiamo pagato per errori sempre e soltanto nostri».
Adesso siete al terzo cambio di panchina...
«Ringrazio Pala per quello che farà, così come ringrazio anche Fortunato e Salvioni. A loro non imputo nessuna colpa».
La matematica non vi condanna.
«Le possibilità per salvare la pelle ci sono ancora. Vorrei che i miei giocatori ci credessero con tutte le loro forze. I prossimi due incontri determineranno il futuro. Fino ad allora tutti abbiamo il dovere di crederci».