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Società

La pulce nell'orecchio


di Cesare Malnati

E' stata dura arrivare al 90' più recupero e sarà così fino alla fine, tenendo mestamente conto che devono essere disputate ancora ben cinque gare. Il calendario proponeva il Brescia in casa. Classifica poco o nulla stimolante per entrambe le squadre. Non potevano che vincere gli ospiti, in quanto oggi come oggi la squadra seriana - ormai priva di reali possibilità di salvezza - in qualsiasi modo venga rivoltata dalla panchina non può costituire un ostacolo autentico a livello di serie B. Due a zero il risultato finale, nonostante un rigore sbagliato (a lato) dal brasiliano Jonathas, per fallo di Luoni, dopo soli otto minuti. Brasiliano che si è rifatto al 31'. Maino, schierato al centro della retroguardia in tandem con Luoni, se l'è perso e lui non ha avuto difficoltà a insaccare. In quest'occasione s'è visto l'unico gesto tecnico brillante della partita, e cioè l'assist alla Pirlo con cui Budel ha servito il compagno, bravo a smarcarsi. Il raddoppio bresciano è giunto nel secondo tempo per merito di Rossi, da poco subentrato a Piovaccari. L'AlbinoLeffe s'è esibita secondo il suo abituale copione e, pur senza doversi appoggiare quasi mai alle corde del ring, non ha combinato praticamente nulla, fatta eccezione per una mezza occasione iniziale di Foglio. Mister Pala ha confermato il 4-3-3 della scorsa settimana, lasciando al centro dell'attacco Torri e dirottando sull'estrema destra Belotti, con Foglio a sinistra. A centrocampo Hetemaj affiancato da Laner e Taugourdeau. Rientrato Salvi, basso a destra, con Regonesi dalla parte opposta. Chiaro che il tecnico sta lavorando per il futuro, sia che resterà sia in caso contrario. Del tutto prematuro lasciarsi andare a giudizi sui giocatori sotto esame. Tuttavia merita attenzione Belotti, che sembra in grado di proporsi come attaccante vero perchè ha già dimostrato un certo fiuto del gol ma non è tipo statico che si limita a perlustrare l'area piccola bensì ha velocità e insomma può far bene anche come elemento manovriero. Poi ci sarebbe Taugourdeau: vedremo. Purtroppo si sta realizzando proprio il calvario conclusivo che ogni addetto ai lavori pagherebbe di tasca propria pur di non vivere mai. La parola d'ordine fra dirigenti e tecnici è che può succedere di retrocedere, ma a condizione di restare nel campionato almeno fino a due partite dal termine. Scendere in campo condannati è una specie di tragedia greca, una sorta di castigo divino. E toccheranno persino gli straodinari: ci mancava pure il recupero con l'Empoli, gradita notturna infrasettimanale. Dopo essere stati, beninteso, fra tre giorni a Nocera Inferiore, dove i campani col coltello fra i denti si giocheranno i play out. 

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