logo albinoleffe

Società

La pulce nell'orecchio


di Cesare Malnati

Parliamoci chiaro. Qui si tratta di porsi nelle condizioni di non subire ogni volta una goleada. Infatti a Nocera Inferiore, al'inizio della ripresa, il malcapitato mister Pala - a cui va tutta la solidarietà possibile e immaginabile - s'accorge che il suo AlbinoLeffe, gia sotto di un gol, necessita di più filtro sicchè manda in campo l'interditore Hetemaj per Laner. Sapete che è successo? Che l'indomito finlandese ha impiegato meno di tre minuti d'orologio per farsi buttar fuori. Prima ha cercato col gomito un avversario e poi ha protestato, col risultato che l'arbitro ha tramutato da giallo in rosso il cartellino. Alla fine è andata bene lo stesso, si fa per dire, in quanto la sconfitta è rimasta di misura (0-1), ma l'accaduto altro non è che la sintesi dell'intera sciagurata stagione dei seriani. Fermo restando beninteso che Hetemaj non può diventare il capro espiatorio. Di certe situazioni nient'affatto professionali - non è stata la prima volta - ognuno è libero di ricercare tutte le spiegazioni che ritiene. Entrando nel merito della gara, i blucelesti si sono tolti il pensiero del risultato andando in svantaggio dopo quattro minuti e successivamente non hanno mai tirato in porta con un minimo di pericolosità. La squadra, schierata con quattro difensori, il rombo e due attaccanti, s'è limitata, come al solito, a tentar di contenere nella propria metà campo. La Nocerina - in piena lotta per la salvezza ed obbligata a vincere, dunque non una delle due finaliste della Champions League - è andata sì vicino al raddoppio in qualche occasione, ma i suoi pesi piuma in attacco, dall'argentino Farias al peruviano Merino, di più non sono proprio riusciti a produrre. Merino comunque il suo l'ha fatto, siglando il successo con un tiro dal limite dell'area largamente consentitogli da una fase difensiva eccessivamente molle. L'approccio alla gara dell'AlbinoLeffe del resto è stato ancora una volta inadeguato, tenuto conto che si doveva pur sapere che i padroni di casa avrebbero cominciato a mille. Tant'è: mica si possono ripetere le stesse raccomandazioni all'infinito, se vengono puntualmente disattese. La notizia più importante di giornata è stata l'assegnazione della fascia di capitano al baby Belotti. Il significato? Indubbiamente ricordare a tutti che, morto un papa, se ne fa un altro. Cioè: chiuso il ciclo, la società si propone di continuare a proporre calcio competitivo attraverso i suoi giovani. Ma - apparentemente - forse anche un'implicita dichiarazione di disapprovazione nei confronti della squadra al completo. In attacco a far compagnia a Belotti c'era Cisse, uscito già nel primo tempo per infortunio. Al suo posto Pacilli, mezza o seconda punta, esterno, trequartista, rifinitore che dir si volglia, tuttavia per tutta la stagione giocatore sostanzialmente invisibile. A centrocampo s'è rivisto l'altro giovane Corradi, davanti alla difesa, con ai lati Laner - altra delusione su tutta la linea - e Girasole, e anche quest'ultimo avrebbe dovuto far di più. I migliori Tomasig, in porta, e Piccinni, che, se non alro, è consapevole dei propri limiti e ce la mette sempre tutta. Anche Salvi non è dispiaciuto. Ora ne mancano quattro. Sotto con l'Empoli: sarà l'undicesime sconfitta consecutiva, ad espiazione dei propri peccati?

Questo sito web utilizza cookie per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione. Per maggiori informazioni su come utilizziamo i cookie e su come rimuoverli, consulta la nostra politica sui cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.