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Società

«La società AlbinoLeffe non è colpevole, ma vittima del calcioscommesse»

«La società AlbinoLeffe non è colpevole, ma vittima del calcioscommesse». Queste le parole pronunciate da Gianfranco Andreoletti - presidente del club lombardo per cui la Procura ha chiesto 27 punti di penalizzazione e 90 mila euro di ammenda per nove illeciti contestati - durante il processo sportivo in corso all'ex Ostello della gioventù di Roma. 
«Non so come tutto questo sia potuto accadere, la mia fiducia è stata tradita dai giocatori - ha aggiunto Andreoletti davanti ai giudici della Commissione Disciplinare trattenendo a stento le lacrime - perchè noi siamo estranei ai fatti contestati, siamo un club pulito. Non è facile affrontare una situazione del genere, ma presentarmi qui è un dovere nei confronti della mia famiglia e dei nostri tifosi, perchè non voglio che pensino a un tradimento della società. La gente ci guarda così come ci guardano i ragazzi del nostro vivaio». La difesa dell'AlbinoLeffe è stata affidata alle parole dell'avvocato Eduardo Chiacchio: «Questo caso è anomalo - ha osservato il legale del club lombardo durante l'arringa -, più duro e severo del caso Benevento. Siamo di fronte a una richiesta di pena mai verificata nella storia della giustizia sportiva. L'AlbinoLeffe è vittima del comportamento criminale dei propri tesserati: prima della partita contro il Pisa giocata il 7 marzo 2009, la squadra occupava il 7° posto in classifica a pochi punti dalla zona promozione. Poteva raggiungere la Serie A senza l'attacco malavitoso premeditato ordito contro la società». 
Chiacchio si è poi soffermato sulla pena patteggiata dal Grosseto, sei punti per otto illeciti contestati. «Non voglio commentare il patteggiamento perchè frutto di un accordo autorevole - ha spiegato il legale dell'AlbinoLeffe - ma il Grosseto doveva rispondere anche per il presunto comportamento illecito di un proprio dirigente, fatto importante nella quantificazione della sanzione. Ecco, io spero solo che la bella storia dell'AlbinoLeffe non venga trasformata nella storia dell'Albinobeffe».

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