"Puntiamo sui giovani per ritrovare un'identità": intervista al ds Aladino Valoti
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ZANICA - "Per aprire un nuovo ciclo ripartendo dal basso, basta ripercorrere le tappe della storia dell'AlbinoLeffe. Che ha sempre avuto un nucleo di leader, un nocciolo duro di impronta bergamasca. E oggi non c'è altra strada che ricreare questa identità con i giovani, mixandoli ai talenti in uscita dal vivaio". Nell'anno della caduta in Lega Pro, ai posti di comando si lavora sulla linea sottile dello svecchiamento. Con un occhio ai conti e l'altro agli equilibri in campo. Aladino Valoti, direttore sportivo dei seriani, prova a decifrare il prossimo futuro. Di lotta entro le righe di gesso ma non solo, visto che c'è un mercato in evoluzione destinato a cambiare volto all'organico da qui al termine delle operazioni.
Allora, direttore, che AlbinoLeffe vedremo il 31 agosto?
"Ce lo diranno, appunto, le ultime due settimane di scambi. E se li chiamo scambi, è proprio perché di trasferimenti di cartellino non se ne vedono o quasi. E' un periodo di sofferenza impressionante, anche per la serie B: l'unico club ad avere contante da offrire sembra lo Spezia. Gli altri puntano su formule differenti".
Come voi.
"Da neo retrocessi non avevamo altra scelta. Siamo riusciti comunque a movimentare giocatori di primo piano, e il Verona per la compartecipazione di Cocco ci ha messo dei soldi. Laner era già lì in prestito con diritto di riscatto della metà, criterio applicato anche a Bergamelli che è partito venerdì sera per Reggio Calabria raggiungendo Hetemaj. Piazzare i nostri giocatori fuori standard per la C valorizzandoli mi pare cosa buona e giusta, in una simile congiuntura".
A proposito di giovani, ci dica di questo Adama Diakite...
"Non so perché la voce si sia diffusa così in fretta, perché ad oggi non è stato definito nulla. La questione è semplice: il Padova ha chiesto in cambio un difensore dei nostri, di cui non faccio il nome perché non voglio bruciarlo in caso di mancato accordo (il sospettato è Matteo Piccinni, NdR). In questi casi il problema è la contropartita tecnica: domanda e offerta si devono incontrare. Diakite? Un attaccante di prospettiva che rientra nelle linee guida societarie".
E questo Cussigh, comparso a sorpresa nel bel mezzo del ritiro e in distinta nelle amichevoli?
"Andrea è un esterno basso destro, classe '91, prodotto del settore giovanile dell'Udinese. E' in prova dal Tamai, una squadra friulana di serie D: non fa parte del progetto, oltretutto con le sue caratteristiche abbiamo già Luoni, Salvi e Daffara".
La politica dei baby sposata senza esitazioni, a differenza delle stagioni passate.
"In realtà era una tendenza avvertibile anche nell'ultima stagione in B, travagliatissima come tutti hanno avuto modo di appurare. La perdita della categoria ci costringe ad agire bilanci alla mano. E' l'orientamento della Lega Pro, una strada obbligata. E in questo senso siamo stati dei precursori, anche nell'attingere dal settore giovanile".
I galloni di leader, attualmente, li porta un ragazzo di 23 anni. Un veterano, vista l'età media del resto della truppa.
"Michael Girasole è un ottimo nome su cui ricostruire, ma io spendo una parola anche per Offredi, Corradi, Salvi, Cia e Taugourdeau: i più anziani tra loro sono nati nel 1988, ed è intorno a questa ossatura che dobbiamo impostare il progetto. Che non sarà a breve termine: le chiocce necessitano di trovare continuità, per armonizzarsi con i ragazzi usciti dalla Primavera. Alessio Pala sa il fatto suo, visto che la Primavera è stata affidata alle sue mani (ora c'è la bandiera Ivan Del Prato, NdR) fino a poco tempo fa".
E gli attesi innesti d'esperienza, reparto per reparto?
"Troppo presto per capirci qualcosa. O meglio, prima di pensare a operazioni del genere occorre sistemare qualche elemento appetibile in giro. La società è stata chiara nel cambiare indirizzo una volta per tutte: si lavora con i giovani e con i baby, poi viene il resto".
Proviamo a sbilanciarci con un pronostico. Da sfera di cristallo, considerati i tempi. Che campionato si aspetta?
"La Cremonese è fuori categoria, ma anche a scorrere la lista delle partecipanti al nostro girone di Prima Divisione c'è da mettersi le mani nei capelli. Le retrocessioni a tavolino di Lecce e Grosseto complicano il quadro, anche se a fronte dell'arrivo di due corazzate ci libereremo della concorrenza di un paio di big che prenderanno il loro posto. Affrontare una sfida con dieci punti di handicap è il vero nodo della stagione. Ma noi siamo l'AlbinoLeffe: se riusciamo a ritrovare l'identità un po' smarrita lungo i nove campionati cadetti, possiamo ripartire con fiducia. Senza aspettarci altro, per ora, che restare dove siamo".
Simone Fornoni