L'uomo del giorno: la terza vita calcistica di Pierre Regonesi
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Si è detto e scritto tanto del progetto AlbinoLeffe e della decisione della società seriana di puntare sui giovani.
I risultati sembrano dare ragione ai dirigenti celesti, ma se questo avviene è anche per merito dei “senatori” del gruppo, che mai come quest'anno avranno un ruolo determinate fuori e dentro al campo.
Stiamo parlando di Belotti (Mauro), Girasole, Offredi, Salvi, Taugordeau e Pierre Regonesi, il protagonista della nostra intervista di oggi.
Regonesi, iniziamo dalla stretta attualità. Il turno di riposo non ha complicato più di tanto i vostri piani visto che le concorrenti non hanno guadagnato terreno.
“Siamo perfettamente in corsa per raggiungere il nostro primo obbiettivo che è quello di arrivare a quota 0 nel minore tempo possibile. Quado avremo annullato la penalizzazione inizierà il nostro campionato e allora potremo fare la corsa sulle inseguitrici, nello specifico il Treviso che sembra essere la squadra più in difficoltà. Dal canto nostro siamo stati bravi a trovare continuità di risultati anche se qualche vittoria in più e qualche pareggio in meno avrebbero fatto comodo”.
Che idea si è fatto di questo campionato?
“Il Lecce fa corsa a sé. La Cremonese ha un buon organico ma sta incontrando delle difficoltà inattese. La squadra che mi ha maggiormente impressionato è il Carpi. Ha un collettivo importante e individualità che sanno fare la differenza in questa categoria. Per il resto mi sembra un campionato equilibrati e noi siamo stati bravi a sbagliare solo mezza partita proprio contro gli emiliani”.
La classifica così corta è un vantaggio non da poco per le vostre ambizioni di salvezza.
"Mi piace pensare che il gruppo ci stia aspettando. Noi ora dobbiamo fare qualcosa di più per approfittare di questo assemblamento e scalare posizioni”.
Veniamo a lei. Questa è un po' la sua terza vita con l'AlbinoLeffe: dopo l'esplosione, il ritorno e ora questo ruolo da chioccia per i più giovani. L'entusiasmo di stare sul campo proprio non le passa?
“Diciamo che cerco di mettere a disposizione la mia esperienza in campo e fuori, ma la cosa più importante è senza dubbio farlo quando si gioca. Ho trovato un gruppo di ragazzi che ha voglia di lavorare, ma che ha il diritto anche di sbagliare visto che molti elementi sono al primo campionato professionistico. Vedo tanto entusiasmo da parte dei ragazzi e credo che dipenda dal fatto che vogliono mostrare il loro valore e prendere questo campionato come punto di partenza. Sono convinto che proprio l'entusiasmo sia il fattore determinante per fare ritrovare quel attaccamento alla maglia che forse si era un po' perso”.
Quanto le manca il gol? I calci piazzati sono la sua specialità, ma ultimamente non abbiamo avuto modo di vederla all'opera molto spesso.
“Mi manca perchè è una mia qualità che non sto sfruttando. Per fortuna il campionato è all'inizio e avrò altre occasioni per provarci. Spero di segnare presto perchè capita in un torneo così tirato che le gare possano essere decise proprio da un calcio da fermo”.
Domenica arriva il FeralpiSalò: sarà una gara difficile, ma anche l'occasione per fare un bel balzo in avanti in classifica. Immagino che sarebbe importante per voi anche il sostegno della gente.
“E' così. Una delle prime cose che ho notato quando sono tornato è che la tribuna Giulio Cesare è stata chiusa e che quella centrale non è gremita come una volta. Peccato perchè la spinta della gente spesso è decisiva in momenti di difficoltà. Credo che sia importante avere tanto pubblico allo stadio, ma anche che al di là del numero, sia un pubblico partecipe”.
Articolo a cura di Fabio Manara – www.sportorobico.it