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L'uomo del giorno: Karamoko Cisse

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La pantera nera sta tornano. Dopo un'estate travagliata, Karamoko Cissè sta provando a mettersi alle spalle voci e polemiche di troppo per dare il suo fondamentale contributo alla causa AlbinoLeffe. Noi lo abbiamo raggiunto al termine dell'allenamento odierno per farci raccontare la sua rinascita.

 

Cisse, iniziamo da domenica scorsa. E' rimasto un po' di amaro in bocca dopo il ko con il Lumezzane?

“Sì, ma la squadra, a parte i primi 20 minuti, ha dimostrato il proprio valore, dobbiamo continuare su questa strada. La squadra è giovane, ma anche grazie al lavoro del mister stiamo trovando la nostra dimensione. Dobbiamo essere consapevoli di quello che dobbiamo fare, senza montarci la testa e pensare solo a lavorare”.

 

Come procede il suo recupero? Dalla tribuna sembra che stia ritrovano lo smalto dei bei tempi.

“La mia condizione sta migliorando. Ho iniziato tardi la preparazione, ma ora sto bene, sto giocando e speriamo di andare avanti così”.

 

Ora manca solo il gol per fare davvero il salto di qualità.

“Più che ai gol penso a lavorare per la squadra e sono sicuro che con le prestazioni arriveranno anche le reti, magari già da domenica, non sarebbe male. Dobbiamo darci tutti una mano”.

 

Domenica sfidate il Portogruaro del suo ex allenatore Armando Madonna. Che partita sarà?

“Sarà una gara dura come tutte le partite anche perchè questo campionato è imprevedibile. Puoi vincere contro le prime e perdere con quelle che sembrano meno forti. Noi dobbiamo essere consapevoli che ogni partita è una storia a se, dobbiamo salvarci e quindi andremo là per vincere”.

 

Sembra che le vostre antagoniste che vi stiano aspettando, la zona rossa è molto affollata.

“Noi abbiamo iniziato la stagione con la penalizzazione, ma siamo stati bravi a venirne fuori e di fatto il nostro campionato è appena iniziato. L'obbiettivo è la salvezza e la raggiungeremo solo con il lavoro e il sacrificio”.

 

Se la sente di promettere ai tifosi di arrivare in doppia cifra entro fine campionato?

“So quello che voglio fare, ma non dico niente perchè in passato, quando ho fatto delle promesse, non sono riuscito a mantenerle. Voglio solo stare bene e giocare il più e il meglio possibile”.

 

Com'è il clima nello spogliatoio?

“A 24 anni sono già uno dei veterani e per questo mi senti più responsabilizzato. L'ambiente è bello, il gruppo unito e questo aiuta a lavorare bene”

 

Articolo a cura di Fabio Manara – www.sportorobico.it

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