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Intervista al DS Aladino Valoti

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Cadere per poi rinascere. Si può sintetizzare così il 2012 dell'AlbinoLeffe: un anno fatto di cocenti delusioni, ma anche di sprazzi di gioia e soprattutto ottimismo per il futuro. Un anno che noi abbiamo analizzato con il ds seriano Aladino Valoti.

 

Direttore, si sta per chiudere un 2012 dal sapore agrodolce, ma le note liete arrivano soprattutto da quante state facendo in questa prima parte di campionato. Direi che non c'è modo migliore per dare un bel colpo di spugna sui primi sei mesi.

“Il bilancio del 2012 è condizionato da quanto accaduto nella prima parte dell'anno. Mi riferisco alla confusione sul calcio scommesse e alla retrocessione che hanno provocato una ferita importante. Siamo stati bravi a ripartire, facendo qualcosa di positivo e sono convinto che siamo sulla strada giusta. In tutti noi c'è la voglia di andare avanti su questo percorso per dare un senso alle nostre scelte e costruire qualcosa di importante”.

 

La sensazione è che dalle vostre parti ora si respiri un'aria nuova.

“E' presto per dirlo e discorsi di questo tipo sono sempre legati ai risultati. Certamente noi abbiamo le idee chiare e siamo convinti che lavorando in questo modo si possa costruire qualcosa che duri nel tempo. Il nostro impegno è confermato dagli investimenti fatti sul settore giovanile e sul restyling del centro sportivo di Zanica, pur nei limiti delle risorse dettati dal cambio di categoria”.

 

Quello che appare evidente è che i giocatori del nuovo corso sembrano avere assimilato benissimo quei valori che hanno contraddistinto quello che fu il primo corso dell'AlbinoLeffe.

“I valori devono arrivare forti e chiari tanto ai ragazzi della prima squadra quanto a quelli ce stanno dietro. Ora è anche facile parlarne, la cosa importante è non pensare di essere arrivati o di essere diventati bravi. Dobbiamo continuare a lavorare duramente”.

 

C'è un giocatore della rosa che l'ha particolarmente impressionata?

“Fare un nome sarebbe troppo facile e mancherei di rispetto a qualcuno. Mi piace pensare che la sorpresa sia quella di avere tanti giovani in prima squadra, giovani verso i quali abbiamo grande fiducia”.

 

Diciamo che la sorpresa potrebbe essere rappresentata dalla società, spesso accusata di immobilismo sul mercato e invece molto brava ad allestire un gruppo giovane ma competitivo.

“Ci siamo trovati quasi costretti a farlo per garantire la sopravvivenza alla società. Fin dal primo giorno abbiamo avvertito tante pressioni addosso, ma questo gruppo sta regalando delle belle soddisfazioni”.

 

C'è qualche decisione presa nel corso del 2012 che col senno di poi non rifarebbe? Mi viene in mente l'esonero di Daniele Fortunato che alla fine non ha avuto alcun beneficio.

“Oggi è facile fare queste riflessioni, ma quando abbiamo deciso di sollevare dall'incarico mister Fortunato lo abbiamo fatto convinti di riuscire a dare una svolta alla stagione. La verità è che dopo il suo allontanamento la squadra ha perso una logica ma perchè sentiva l'influenza di un altro tipo di pressioni. Chiunque fosse arrivato dopo di lui avrebbe avuto delle difficoltà”.

 

Nel suo ruolo di direttore sportivo tira un po' i fili del mercato. Qualche regalo natalizio in arrivo, anche se con qualche giorni di ritardo?

“La prima cosa che volgiamo fare è trovare una sistemazione per quei ragazzi che in questa fase del campionato non hanno avuto modo di giocare. La nostra politica è sempre stata quella di non fare spese folli e sarà sicuramente ancora così, anche perchè abbiamo un gruppo unito, solido e che sta facendo bene”.

 

Direttore, cosa si augura per il 2013 che è alle porte?

“Mi auguro che continuino ad arrivare risultati positivi come quelli raccolti da agosto a oggi, che questi ci consentano di avvicinarci ulteriormente ai nostri tifosi storici, ma anche di portarne di nuovi. Poi spero che il gruppo prosegua su questa strada, lavori per migliorarsi con tanta voglia e motivazioni”.

 

Articolo a cura di Fabio Manara – www.sportorobico.it

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