AL Giovani – Giovanni Bonavita: "Dobbiamo sempre alzare l'asticella"
- Pubblicato in Società
Come ben sapete la nostra società è da sempre molto attenta al settore giovanile e quindi al lavoro che viene fatto con e insieme ai nostri ragazzi. Vogliamo formare giocatori, ma anche uomini che sappiano inserirsi sia nel contesto sociale che in quello sportivo e per questo motivo cerchiamo di mettere a disposizione dei calciatori metodi e strutture all'avanguardia. Per farci raccontare i progressi del vivaio abbiamo interpellato il responsabile del nostro settore giovanile, Giovanni Bonavita.
Giovanni, iniziamo parlando di quanto le squadre del settore giovanile stanno facendo in campo.
“Direi che le nostre formazioni sono in linea con i programmi. Berretti e Allievi Nazionali stanno dimostrando tutte le loro qualità e al loro interno vedo giocatori in grado di confrontarsi anche con avversari di grande blasone. Per entrambe l'obiettivo è di centrare un posto nelle finali nazionali. Si stanno comportando molto bene anche i Giovanissimi A e B: sono due squadre che crescono costantemente e che che giocano bene”.
Anche il bilancio dell'attività pre agonistica è positivo?
“Sì. Gli Esordienti A stanno affrontando il passaggio al campo di grandi dimensioni e l'impatto è stato buono, così come quello con i concetti che cerchiamo di insegnargli. Al di là della classifica, meritano una menzione anche gli Esordienti B che sanno fornire grandi prestazioni anche al cospetto di avversari che hanno un anno in più, un abisso a queste età”.
Avete da poco concluso una nuova fase del Corso Wein. Il legame con questa metodologia di lavoro è sempre più stretto.
“Il fatto di affidarci al Metodo Wein deriva da una scelta ben precisa, vale a dire insistere per monitorare i progressi fatti dal settore giovanile che sta alla base del sostentamento del nostro club. La nostra sfida ora è fare coincidere i metodi di lavoro Wein con quelle che sono le nostre esigenze. Siamo all'inizio di questa nuova fare e c'è in tutti noi grande ottimismo sul buon esito”.
Sabato, invece, si è tenuto al Centro Sportivo di Zanica la terza tappa del “Percorso formativo AL”. Di cosa si è trattato?
“A differenza di quanto fanno altre squadre, il dovere dell'AlbinoLeffe è quello di seguire la crescita dei ragazzi a 360 gradi. Organizziamo incontri con psicologi, altri inerenti all'alimentazione e alla cura del corpo, quindi è doveroso informare i genitori anche sulla figura del procuratore per fare capire loro come lavorano e come riconoscerne uno bravo da uno meno capace. Penso che sia stato un incontro importante e molto utile”.
La Berretti si sta rivelando un bacino molto proficuo per la prima squadra.
“Stiamo portando avanti quanto richiesto dal Presidente Andreoletti in una riunione di cinque anni fa. In quella occasione ci chiese di formare giocatori in grado di arrivare in prima squadra perchè questo è il primo step per il sostentamento della società”.
Per concludere, sei soddisfatto del lavoro fatto fino a ora?
“Credo che il responsabile di un settore giovanile non debba mai sentirsi appagato. Anzi, mi piace vedere il bicchiere mezzo vuoto. Stiamo facendo bene, ma il nostro compito è alzare ogni giorno l'asticella. Non saremo felici per i campionati che vinceremo, ma per i ragazzi che sapremo trasformare in calciatori professionisti”.
Giovanni, iniziamo parlando di quanto le squadre del settore giovanile stanno facendo in campo.
“Direi che le nostre formazioni sono in linea con i programmi. Berretti e Allievi Nazionali stanno dimostrando tutte le loro qualità e al loro interno vedo giocatori in grado di confrontarsi anche con avversari di grande blasone. Per entrambe l'obiettivo è di centrare un posto nelle finali nazionali. Si stanno comportando molto bene anche i Giovanissimi A e B: sono due squadre che crescono costantemente e che che giocano bene”.
Anche il bilancio dell'attività pre agonistica è positivo?
“Sì. Gli Esordienti A stanno affrontando il passaggio al campo di grandi dimensioni e l'impatto è stato buono, così come quello con i concetti che cerchiamo di insegnargli. Al di là della classifica, meritano una menzione anche gli Esordienti B che sanno fornire grandi prestazioni anche al cospetto di avversari che hanno un anno in più, un abisso a queste età”.
Avete da poco concluso una nuova fase del Corso Wein. Il legame con questa metodologia di lavoro è sempre più stretto.
“Il fatto di affidarci al Metodo Wein deriva da una scelta ben precisa, vale a dire insistere per monitorare i progressi fatti dal settore giovanile che sta alla base del sostentamento del nostro club. La nostra sfida ora è fare coincidere i metodi di lavoro Wein con quelle che sono le nostre esigenze. Siamo all'inizio di questa nuova fare e c'è in tutti noi grande ottimismo sul buon esito”.
Sabato, invece, si è tenuto al Centro Sportivo di Zanica la terza tappa del “Percorso formativo AL”. Di cosa si è trattato?
“A differenza di quanto fanno altre squadre, il dovere dell'AlbinoLeffe è quello di seguire la crescita dei ragazzi a 360 gradi. Organizziamo incontri con psicologi, altri inerenti all'alimentazione e alla cura del corpo, quindi è doveroso informare i genitori anche sulla figura del procuratore per fare capire loro come lavorano e come riconoscerne uno bravo da uno meno capace. Penso che sia stato un incontro importante e molto utile”.
La Berretti si sta rivelando un bacino molto proficuo per la prima squadra.
“Stiamo portando avanti quanto richiesto dal Presidente Andreoletti in una riunione di cinque anni fa. In quella occasione ci chiese di formare giocatori in grado di arrivare in prima squadra perchè questo è il primo step per il sostentamento della società”.
Per concludere, sei soddisfatto del lavoro fatto fino a ora?
“Credo che il responsabile di un settore giovanile non debba mai sentirsi appagato. Anzi, mi piace vedere il bicchiere mezzo vuoto. Stiamo facendo bene, ma il nostro compito è alzare ogni giorno l'asticella. Non saremo felici per i campionati che vinceremo, ma per i ragazzi che sapremo trasformare in calciatori professionisti”.