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Giovani calciatori crescono - Gabriele Nembri

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In uno sport che si gioca prevalentemente con i piedi, la figura del portiere ha sempre riscosso una certa curiosità. Maglia diversa dai compagni, la maggior parte dei 90 minuti trascorsi nella solitudine della propria area di rigore e quel pizzico di follia che è obbligatoria per ricoprire questo ruolo. Nella nostra “cantera” sono tanti i giovani portieri che stanno crescendo con il mito dei grandi numeri uno europei. Questa settimana abbiamo voluto incontrare Gabriele Nembri degli Allievi Nazionali.

Ciao Gabriele: sta per iniziare il girone di ritorno del campionato Allievi Nazionali. Come giudichi il vostro cammino durante l'andata?

“Penso che abbiamo fatto molto bene, anche in considerazione del fatto che nel nostro girone ci sono formazioni le cui prime squadre giocano in serie A e B. Abbiamo ottenuto delle vittorie di prestigio come, ad esempio, contro l'Inter, ma non ci accontentiamo”.

E a livello personale che stagione stai vivendo?

“Il momento è un po' difficile perchè siamo tre portiere e lo spazio per giocare è poco, però cerco di sfruttare le occasioni che mi vengono date anche durante le amichevoli”.

Anche tu comunque hai avuto l'emozione dell'esordio in campionato.

“Sì, ho giocato in occasione del match con la Pergolettese. Abbiamo vinto 2-0 una gara non difficilissima ma comunque importante. La cosa importante, per me, è stata non prendere gol”.

Come si vive la concorrenza con i tuoi colleghi?

“Molto bene perchè fuori dal campo siamo amici. C'è la giusta rivalità ma solo dal punto di vista agonistico e questo è un bene perchè ci sprona a dare sempre di più”.

Chi è il tuo idolo?

“Gigi Buffon. Anche se non più giovanissimo è ancora in grado di fare la differenza, dà grande sicurezza ai compagni e riesce a compiere ancora degli interventi straordinari”.

Qual è la parata che più ti esalta?

“Le uscite alte. È bello trovarsi sopra la testa di tutti, portare via la palla dalla testa degli attaccanti avversari e dare sicurezza ai propri compagni”.

Su quali aspetti devi migliorare?

“Soprattutto nel gioco con i piedi e nelle uscite. In ogni allenamento c'è sempre da imparare”.

Magari spiando cosa da Offredi che si allena a due passi da te...

“Non ti nascondo che ogni tanto l'occhio scappa verso il campo della prima squadra. Mi piace molto per l'impegno che mette tutti i giorni. Per lui ogni allenamento è come una finale”.

Com'è il rapporto con mister Caccia?

“Ottimo. Lui è sempre molto disponibile, nei momenti difficili ci aiuta e cerca di dare spazio a tutti. Inoltre, è molto attenuante nella fase di preparazione della partita”.

Un'ultima domanda: cosa chiedi al 2014?

“Spero di migliorarmi e di riuscire a fare quale presenza in più”.




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