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Società

Giovani calciatori crescono - Marcu Ardit

Ci porta ancora una volta fuori confine il viaggio nella “cantera” bluceleste. Oggi infatti, vogliamo farvi conoscere Marcu Ardit, roccioso difensore della Berretti di mister Poloni.

Marcu, che momento sta attraversando la tua squadra?

“Siamo reduci da un pareggio per 0-0 sul campo del Lumezzane a dalla sconfitta interna contro il Brescia. Nella prima occasione abbiamo sofferto un po' troppo la loro fisicità e qualche decisione arbitrale discutibile. Comunque siamo in seconda posizione. L'unica vera macchia del nostro campionato è stata la doppia sconfitta con il Mantova capolista. Dispiace perchè io penso che non gli siamo inferiori, ma nei due confronti diretti loro hanno messo in campo più determinazione”.

La sensazione è che il campionato si sia spaccato in due tronconi con il passare delle giornate.

“Sì, si vede molta differenza di qualità tra le varie squadre. Ci sono formazioni forti che vincono quasi sempre e altre che lo sono molto meno e non hanno più obiettivi”.

Sei arrivato in estate dalla Tritium: com'è avvenuto il tuo passaggio all'AlbinoLeffe?

“Sarei dovuto restare lì fino a luglio, ma poi il club l'estate scorsa è fattilo e anche grazie all'interessamento di Bonavita e Valoti, sono arrivato in bluceleste e ne sono molto felice. Qui ho trovato una società forte, strutturata, con tante persone che ti aiutano a migliorare. All'inizio non è stato facile perchè ero fuori forma e io non sono uno che socializza subito, ma poi col passare del tempo le cose sono migliorate e ora mi trovo davvero bene”.

Come sta andando la tua stagione?

“All'inizio ho avuto la possibilità di giocare, tra qualche spezzone di gara e altre da titolare. Poi ho avuto un lungo stop per l'infortunio al tendine d'Achille e rientrare non è stato semplice”.

Chi ti conosce giura che l'impegno da parte tua non manca mai.

“È il minimo che possa fare per ritrovare la maglia da titolare”.

Che tipo di giocatore sei?

“Sono un difensore forte fisicamente e determinato. Dovrei migliorare nella tecnica, ma sull'avversario ci so stare. Il mio modello è Benatia della Roma”.

Sei nel nostro paese da quando avevi quattro anni. Possiamo ormai definirti italiano d'adozione?

“Sono venuto in Italia nel 2000, ma ho ancora un forte legame con l'Albania. Lì ho dei famigliari e appena posso tornare lo faccio. Mi sento albanese, sono orgoglioso, amo la mia terra”.

Marcu, che obiettivi ti sei posto per questo finale di stagione?

“Vorrei trovare più stazio, tornare a essere titolare e dare il mio contributo, magari nelle finali nazionali. Ho visto altre squadre e penso che noi siamo i più forti e che possiamo giocarcela”.

Grazie Marcu.

“Grazie a te e forza AlbinoLeffe!”.

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