aL Giovani - Matteo Parma: "Dai Pulcini C agli Allievi Nazionali. L'obiettivo? Imparare e migliorarsi sempre".
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Sabato è stata la prima partita di campionato per i Pulcini C della bluceleste. Volete sapere com'è andata? L'abbiamo chiesto al formatore di questi ragazzi, Matteo Parma.
Matteo, finalmente abbiamo iniziato ufficialmente la stagione. Sabato esordio in campionato per i più piccoli della famiglia AlbinoLeffe...
"Sì, esatto. Quello che cercavamo io ed Elena era iniziare bene a livello di impegno, attenzione e concentrazione in campo. E così è stato. Mi sono piaciuti molto i miei ragazzi, li ho visti pimpanti, presenti. Devo dire buona prestazione, al di là del risultato".
A questi livelli il punteggio finale non è importante. Giusto?
"Sì, quello che a noi formatori interessa è vedere che durante la partita venga riportato ciò che facciamo in allenamento. Osserviamo come i ragazzi risolvono i problemi durante la partita, ossia come e che cosa mettono in pratica di quello che vediamo assieme a loro durante la settimana".
Ormai è un mesetto che tu ed Elena state lavorando con questa squadra. Come procedono gli allenamenti?
"Sono tutti ragazzi nuovi, alcuni di loro hanno fatto con noi l'anno scorso la scuola calcio e si vede la differenza rispetto agli altri che invece non l'hanno fatta. La cosa difficile è il loro inserimento in una società professionistica. Più che l'aspetto tecnico, quello che ci preme durante questa fase è il rispetto delle regole da parte dei nostri piccoli, l'educazione e il comportamento sia dentro che fuori dal campo".
Qual è l'aspetto che più ti colpisce di loro?
"Sicuramente la spontaneità. Quello che hanno in testa fanno e dicono, non usano giri di parole".
Quest'anno, inoltre, affianchi Mister Caccia nella squadra degli Allievi Nazionali. Qual è la differenza principale che hai notato nel gestire i ragazzi un po' più grandi?
"Sì, ringrazio la Società per avermi dato questa opportunità e Federico per la sua disponibilità. Beh, quello degli Allievi è un mondo completamente diverso. Sono ragazzi di 15/16 anni, quindi ovviamente con loro ci si deve rapportare in modo diverso rispetto ai Pulcini. Li trattiamo più da adulti, perché a quell'età devono già iniziare a pensare alla loro carriera futura visto che il loro percorso formativo è quasi concluso".
Per ultimo, nella tua filosofia di lavoro cosa è più importante?
"Ciò che più conta per me è l'atteggiamento che i bambini/ragazzi, a seconda dell'età, hanno nell'affrontare l'allenamento e poi la gara. Ci si deve migliorare sempre di più, allenamento dopo allenamento si devono imparare sempre cose nuove".
Matteo, finalmente abbiamo iniziato ufficialmente la stagione. Sabato esordio in campionato per i più piccoli della famiglia AlbinoLeffe...
"Sì, esatto. Quello che cercavamo io ed Elena era iniziare bene a livello di impegno, attenzione e concentrazione in campo. E così è stato. Mi sono piaciuti molto i miei ragazzi, li ho visti pimpanti, presenti. Devo dire buona prestazione, al di là del risultato".A questi livelli il punteggio finale non è importante. Giusto?
"Sì, quello che a noi formatori interessa è vedere che durante la partita venga riportato ciò che facciamo in allenamento. Osserviamo come i ragazzi risolvono i problemi durante la partita, ossia come e che cosa mettono in pratica di quello che vediamo assieme a loro durante la settimana".
Ormai è un mesetto che tu ed Elena state lavorando con questa squadra. Come procedono gli allenamenti?
"Sono tutti ragazzi nuovi, alcuni di loro hanno fatto con noi l'anno scorso la scuola calcio e si vede la differenza rispetto agli altri che invece non l'hanno fatta. La cosa difficile è il loro inserimento in una società professionistica. Più che l'aspetto tecnico, quello che ci preme durante questa fase è il rispetto delle regole da parte dei nostri piccoli, l'educazione e il comportamento sia dentro che fuori dal campo".
Qual è l'aspetto che più ti colpisce di loro?
"Sicuramente la spontaneità. Quello che hanno in testa fanno e dicono, non usano giri di parole".
Quest'anno, inoltre, affianchi Mister Caccia nella squadra degli Allievi Nazionali. Qual è la differenza principale che hai notato nel gestire i ragazzi un po' più grandi?
"Sì, ringrazio la Società per avermi dato questa opportunità e Federico per la sua disponibilità. Beh, quello degli Allievi è un mondo completamente diverso. Sono ragazzi di 15/16 anni, quindi ovviamente con loro ci si deve rapportare in modo diverso rispetto ai Pulcini. Li trattiamo più da adulti, perché a quell'età devono già iniziare a pensare alla loro carriera futura visto che il loro percorso formativo è quasi concluso".
Per ultimo, nella tua filosofia di lavoro cosa è più importante?
"Ciò che più conta per me è l'atteggiamento che i bambini/ragazzi, a seconda dell'età, hanno nell'affrontare l'allenamento e poi la gara. Ci si deve migliorare sempre di più, allenamento dopo allenamento si devono imparare sempre cose nuove".