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La pulce nell'orecchio

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Lo 0-0 all'Atleti Azzurri fra AlbinoLeffe e Arezzo è molto logico. Pari tuttavia che dà ragione ai ripescati ospiti, saliti per portar via un punto dall'alto dell'esperienza dei molti giocatori svincolati messi sotto contratto una volta acquisita all'improvviso la categoria. Dove sta la logica? Nell'attuale impotenza offensiva dei seriani, che - undici contro undici - è apparsa lampante. Unica occasione da gol nel finale in superiorità numerica (espulso l'esterno basso amaranto), ma i toscani, nel p.t. dopo la mezz'ora, se avessero pigiato sull'acceleratore forse avrebbero potuto colpire. Una squadra impotente contro una calcolatrice, ecco dunque il risultato giusto, oltre che conseguenziale, per una gara scarsamente attraente.

La prestazione dell'AlbinoLeffe vale fra il cinque e il sei, ma non va considerata inutile. Nella fase di contenimento, l'assetto della linea di retroguardia con Salvi e i tre centrali Ondei , Moi e Allievi ha confermato la sua validità. S'è fatto anzi un passo avanti, in quanto Salvi, secondo le sue qualità, ha cominciato a proporsi in sovrapposizione. Diciamo pure che, nascendo l'azione dalla fascia destra, s'accendeva un barlume di pericolosità. Ora, da questa base, bisogna progredire nella costruzione di una squadra in possesso di una manovra credibile.

La soluzione più complicata da inventarsi riguarda il gioco sulla sinistra. Installatosi Allievi, come esterno basso, i suoi piedi sono troppo poco raffinati. Da quella parte difficile imbastire un'iniziativa, tenuto conto che Aurelio, peripatetico (cioè gironzolante qua e là), offre sensazione d'eccessiva timidezza. Più spregiudicato, eventualmente, il ragazzino Vorobjovs, subentratogli poco dopo l'intervallo.

Naturalmente - lo dicono i numeri con estrema chiarezza - resta il problema dell'aridità dell'attacco. Un gol, su rigore, in sette partite ufficiali rappresenta un dato esplicito. O San Pesenti - non lontano dal rientro - rappresenta la soluzione oppure il disagio sarà notevole per tutta la stagione. Nell'organico gli attaccanti veri latitano. Per attaccanti veri s'intende gente che tira in porta, che non disdegna l'uno contro uno, che non teme d'entrare in area per far la guerra con i centraloni avversari. E gente che vede la porta. Senza nulla togliere agl'interessati, ma i vari Corradi (che pure qualche dribbling si prende la briga di tentarlo), Aurelio suddetto, Vorobjovs di cui sopra, Personè hanno queste caratteristiche? C'è Momentè, anch'egli comunque più affidabile per la progressione che come uomo-gol. Ci sarà Girasole, una volta guarito, un centrocampista però, abile a venire da dietro.

Infine Taugourdeau e le sue espulsioni (la seconda, alla quarta presenza). Se il francese non si rende conto da solo che in questo modo non diventerà mai un calciatore, al di là di qualità tecniche non eccelse ma neppure trascurabili, buonanotte. Per lui e per l'AlbinoLeffe. Che lunedì a Pavia non sa come sostituirlo (l'organico mica è quello di una squadra che fa le coppe....).

Cesare Malnati  

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