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La pulce nell'orecchio

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In 10 contro 11 dall'inizio, l'AlbinoLeffe ha perduto al 90' a Pavia (1-2) una gara non bella tecnicamente, ma con alcuni colpi di scena. Pesenti, al rientro, ha fatto una roba che, se lui fosse Leo Messi, l'avremmo commentata come impazzimento da troppa fama. Invece questa follia l'ha commessa Pesenti! Correva l'ottavo minuto, cioè meno di 480 secondi dal fischio d'inizio, quando il centravanti si vedeva sventolare sotto il naso in rapida successione dell'arbitro prima il "giallo" e poi il "rosso". Sarà stato per proteste. No comment, salvo che, se è finita male, questo è il motivo. La mutilata squadra di Pala del resto era andata addirittura in vantaggio a mezz'ora dalla fine con Momentè al termine di una bella azione di rimessa in collaborazione con Calì. Ma in questi casi sono di solito proprio i minuti finali a segnare la differenza a causa del dispendio d'energie da inferiorità numerica. Così è stato, tanto più che il Pavia era riuscito a pareggiare quasi subito su rigore, realizzato dell'ex atalantino Soncin, per fallo di mani di Calì. Ondei, invece, poveraccio, dopo una partita coraggiosa al pari degli altri difensori, ha causato il gol della sconfitta, ad opera del nuovo entrato Romanini, con un corto ed errato rinvio. Ma al ragazzo mica si può gettare la croce addosso.

I non troppo lucidi padroni di casa hanno meritato il successo - e ci mancherebbe altro, date le favorevoli condizioni - per la pressoché continua pressione, ma veramente pericolosi sì erano resi solo una volta, all'81'. Ciò non significa che i seriani non abbiano il diritto di recriminare. L'impresa era ormai compiuta. La nota positiva sta nella constatazione che la squadra, pur priva di Taugourdeau e Corradi, è competitiva. A livello individuale quasi tutti hanno fornito un'ottima prestazione. Capitan Salvi, che avevamo lasciato ai tempi della B, è diventato giocatore: davvero bravo, sia dietro che in fase di spinta. Anche Allievi, dì fisico, ha tentato qualche sortita sulla fascia sinistra, pur nelle difficoltà di una gara nata malissimo. Bene Gazo, davanti alla retroguardia ma un certo punto ha pure tirato fuori un bel lancio. Molto meglio che al debutto, contro il Como, Calì. Momentè uno dei migliori, caparbio anche nel difendere palla. Inoltre, nei pochi minuti condivisi con Pesenti, s'è capito che l'ex Varese avrebbe proprio bisogno di stare in reparto insieme a una prima punta. Entrato col piglio giusto anche Personè, dopo neanche un'ora in luogo d'Aurelio. Un sacco di giovani alla ribalta, insomma.

Restano sconfitta e la classifica. Tuttavia quel calabrone nell'orecchio, soprattutto dopo la tragica prestazione casalinga col Como, sta tornando alle sue normali proporzioni di pulce. Con i mezzi a disposizione, il tecnico sembra riuscito a dare un senso alla disposizione in campo dei suoi giocatori, il cui attaccamento alla maglia a Pavia s'è dimostrato fuori discussione. Trasmettendo calma, sì può imboccare la strada maestra cominciando da sabato , ore 14, contro il FeralpiSalò.

Cesare Malnati

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