aL Prepartita - Mangone: “Voglio una squadra che lotta sempre”
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Prima vigilia di campionato per Amedeo Mangone che bagnerà a Sassari il debutto sulla panchina dell'AlbinoLeffe. Sarà una sfida difficile, ma la Bluceleste deve cambiare passo.
Mister, è emozionato per questa prima volta?
“Più che emozionato direi curioso di vedere come reagirà la squadra a questo momento di difficoltà, al cambio di allenatore e se i ragazzi hanno appreso quanto provato in questi giorni”.
Ha avuto a disposizione pochi giorni per la lavorare: quali sono le sue sensazioni?
“Le sensazioni positive perchè mi sembra un gruppo che lavora in modo intenso. Ci sono delle difficoltà, è inutile nasconderlo, però credo che riusciremo a tirarci fuori con l'aiuto di tutti, soprattutto di chi ha un po' più d'esperienza”.
Inizia con una trasferta complicata. Che avversaria è la Torres?
“La Torres è una buona squadra, con giocatori offensivi, bravi nell'uno contro uno. Dovremo essere abili a limitare le loro giocate e allo stesso ripartire per renderci pericolosi e non farci schiacciare. Abbiamo elementi che possono permetterci d'imporre il nostro gioco e incidere sulla partita”.
Si dice che durante gli allenamenti sia un “martello”. Durante la gara che tipo di allenatore è?
“Non so da dove derivi questa fama. Io penso che durante l'allenamento si debba lavorare ad alta intensità per prepararsi alla domenica. In panchina sono uno che partecipa in modo attivo alla partita, aiutando i ragazzi richiamando i movimenti e le chiusure”.
Da giocatore è stato allenato da veri e proprio maestri nel campo. Chi le ha lasciato qualcosa di più, anche sotto l'aspetto prettamente tattico?
“Ho preso qualcosa da tutti. Ho avuto allenatori bravi sia dal punto di vista tattico che della gestione del gruppo. Fare dei nomi è difficile, ma Ulivieri, Mazzone, Cagni e Capello mi hanno dato tanto e ora spero di trasmettere io qualcosa ai miei ragazzi”.
Ha sciolto gli ultimi dubbi in vista di domani?
“Ho scelto modulo e uomini ma preferisco non comunicarlo perchè voglio che siano tutti concentrati. Sono fondamentali anche coloro che partiranno in panchina”.
Qual è il primo ostacolo da superare per la sua squadra?
“In questo momento la testa influisce sulle gambe: il pensiero di essere penultimi, di non riuscire a esprimersi incide. Io spero che la testa dei ragazzi domani sia sgombra. Devono avere voglia di dimostrare il loro valore. Sarà difficile vedere subito novità tattiche, anche perchè sarebbe presuntuoso da parte mia, ma mi interessa l'atteggiamento, la voglia di non concedere e lottare su ogni pallone”.
Mister, è emozionato per questa prima volta?“Più che emozionato direi curioso di vedere come reagirà la squadra a questo momento di difficoltà, al cambio di allenatore e se i ragazzi hanno appreso quanto provato in questi giorni”.
Ha avuto a disposizione pochi giorni per la lavorare: quali sono le sue sensazioni?
“Le sensazioni positive perchè mi sembra un gruppo che lavora in modo intenso. Ci sono delle difficoltà, è inutile nasconderlo, però credo che riusciremo a tirarci fuori con l'aiuto di tutti, soprattutto di chi ha un po' più d'esperienza”.
Inizia con una trasferta complicata. Che avversaria è la Torres?
“La Torres è una buona squadra, con giocatori offensivi, bravi nell'uno contro uno. Dovremo essere abili a limitare le loro giocate e allo stesso ripartire per renderci pericolosi e non farci schiacciare. Abbiamo elementi che possono permetterci d'imporre il nostro gioco e incidere sulla partita”.
Si dice che durante gli allenamenti sia un “martello”. Durante la gara che tipo di allenatore è?
“Non so da dove derivi questa fama. Io penso che durante l'allenamento si debba lavorare ad alta intensità per prepararsi alla domenica. In panchina sono uno che partecipa in modo attivo alla partita, aiutando i ragazzi richiamando i movimenti e le chiusure”.
Da giocatore è stato allenato da veri e proprio maestri nel campo. Chi le ha lasciato qualcosa di più, anche sotto l'aspetto prettamente tattico?
“Ho preso qualcosa da tutti. Ho avuto allenatori bravi sia dal punto di vista tattico che della gestione del gruppo. Fare dei nomi è difficile, ma Ulivieri, Mazzone, Cagni e Capello mi hanno dato tanto e ora spero di trasmettere io qualcosa ai miei ragazzi”.
Ha sciolto gli ultimi dubbi in vista di domani?
“Ho scelto modulo e uomini ma preferisco non comunicarlo perchè voglio che siano tutti concentrati. Sono fondamentali anche coloro che partiranno in panchina”.
Qual è il primo ostacolo da superare per la sua squadra?
“In questo momento la testa influisce sulle gambe: il pensiero di essere penultimi, di non riuscire a esprimersi incide. Io spero che la testa dei ragazzi domani sia sgombra. Devono avere voglia di dimostrare il loro valore. Sarà difficile vedere subito novità tattiche, anche perchè sarebbe presuntuoso da parte mia, ma mi interessa l'atteggiamento, la voglia di non concedere e lottare su ogni pallone”.