L'uomo del giorno - Fernando Spinelli
- Pubblicato in Società
Una volta c'era il mediano, poi è arrivato il playmaker. Non dategli titoli particolari. Fernando Spinelli non li ama. Lui pensa solo a dare tutto per la sua maglia che da gennaio è bluceleste.
Fernando, domenica abbiamo conquistato tre punti fondamentali e il tuo gol si è rivelato decisivo.
“Sono contento per il gol, ma soprattutto per la vittoria. In pochi all'esterno ci credevano. Noi stiamo lavorando bene per raggiungere l'obiettivo che abbiamo. La prestazione di squadra è la conseguenza del nostro lavoro. Stiamo trovando consapevolezza e certezze, sapendo che dobbiamo migliorare ancora tanto e dare continuità ai risultati”.
La sensazione è che la vittoria di Arezzo abbia rappresentato la classica svolta alla stagione.
“Sì. Quando si attraversano periodi negativi tutto diventa più complicato. Il successo di Arezzo ci ha dato fiducia e ha illuminato il nostro cammino che deve essere fatto di lotta, umiltà e sacrificio”.
Ti sono bastate un paio di partite per trovare il tuo primo gol in maglia bluceleste. Una bella soddisfazione.
“Non sogno uno che segna molto, ma ogni tanto accade. Penso che tutti, a parte chi fa il portiere, pensino al gol. L'importante è che serva al risultato finale”.
Hai una dedica speciale?
“Io penso sempre alla famiglia, a chi mi sta vicino. Domenica ho segnato io, la prossima toccherà a un altro compagno. Non importa. Ora conta solo l'unità del gruppo”.
Come stai a livello fisico?
“Ho avuto qualche problemino all'inizio, ma con la continuità negli allenamenti sto migliorando. Non ho dolori, mi sento sempre meglio”.
Che Lega Pro hai ritrovato?
“Ho ritrovato la solita Lega Pro. Ci sono squadra che giocano più o meno bene, ma tutte lottano, nessuna è remissiva”.
Com'è stato l'impatto con Bergamo?
“A Bergamo mi sono trovato subito bene. Ho giocato tanti anni al sud, ma freddo a parte, amo molto il nord, il modo in cui si vive. La famiglia sta bene e questo è importante”.
E con l'ambiente bluceleste?
“Ho trovato un gruppo sano, una società solida, che lavora bene. Sono contento della scelta che ho fatto”.
Che tipo sei fuori dal campo?
“Sono uno molto tranquillo, come quando gioco”.
Ora sotto col Bassano Virtus, una gara decisamente complicata.
“Non possiamo pensare che avere conquistato tre vittorie consecutive significhi vincere sempre o avere risolto tutti i nostri problemi. Dobbiamo lavorare per fare una buona prestazione, eliminare i limiti e migliorare i nostri pregi. Affrontiamo una delle squadre più in forma e più forti, ma tutto passa da noi, dall'approccio alla gara. Il Como è passato, ora dobbiamo pensare alla prossima partita”.
“Sono contento per il gol, ma soprattutto per la vittoria. In pochi all'esterno ci credevano. Noi stiamo lavorando bene per raggiungere l'obiettivo che abbiamo. La prestazione di squadra è la conseguenza del nostro lavoro. Stiamo trovando consapevolezza e certezze, sapendo che dobbiamo migliorare ancora tanto e dare continuità ai risultati”.
La sensazione è che la vittoria di Arezzo abbia rappresentato la classica svolta alla stagione.
“Sì. Quando si attraversano periodi negativi tutto diventa più complicato. Il successo di Arezzo ci ha dato fiducia e ha illuminato il nostro cammino che deve essere fatto di lotta, umiltà e sacrificio”.
Ti sono bastate un paio di partite per trovare il tuo primo gol in maglia bluceleste. Una bella soddisfazione.
“Non sogno uno che segna molto, ma ogni tanto accade. Penso che tutti, a parte chi fa il portiere, pensino al gol. L'importante è che serva al risultato finale”.
Hai una dedica speciale?
“Io penso sempre alla famiglia, a chi mi sta vicino. Domenica ho segnato io, la prossima toccherà a un altro compagno. Non importa. Ora conta solo l'unità del gruppo”.
Come stai a livello fisico?
“Ho avuto qualche problemino all'inizio, ma con la continuità negli allenamenti sto migliorando. Non ho dolori, mi sento sempre meglio”.
Che Lega Pro hai ritrovato?
“Ho ritrovato la solita Lega Pro. Ci sono squadra che giocano più o meno bene, ma tutte lottano, nessuna è remissiva”.
Com'è stato l'impatto con Bergamo?
“A Bergamo mi sono trovato subito bene. Ho giocato tanti anni al sud, ma freddo a parte, amo molto il nord, il modo in cui si vive. La famiglia sta bene e questo è importante”.
E con l'ambiente bluceleste?
“Ho trovato un gruppo sano, una società solida, che lavora bene. Sono contento della scelta che ho fatto”.
Che tipo sei fuori dal campo?
“Sono uno molto tranquillo, come quando gioco”.
Ora sotto col Bassano Virtus, una gara decisamente complicata.
“Non possiamo pensare che avere conquistato tre vittorie consecutive significhi vincere sempre o avere risolto tutti i nostri problemi. Dobbiamo lavorare per fare una buona prestazione, eliminare i limiti e migliorare i nostri pregi. Affrontiamo una delle squadre più in forma e più forti, ma tutto passa da noi, dall'approccio alla gara. Il Como è passato, ora dobbiamo pensare alla prossima partita”.