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aL Giovani - Paolo Zirafa: "Voglio insegnare la passione per questo sport"

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Dopo un inizio di campionato complicato a livello di risultati, ma decisamente positivo sotto l'aspetto del gioco e dei concetti proposti in campo, abbiamo chiesto all'allenatore degli Allievi e responsabile del settore giovanile Paolo Zirafa un commento sul primo periodo di lavoro.

Buongiorno Sig. Zirafa, è iniziato il campionato degli Allievi Nazionali. Come sono arrivati i tuoi ragazzi ai primi impegni ufficiali?

"Il campionato è incominciato non nel migliore dei modi da un punto di vista di risultati. Siamo arrivati all'esordio avendo lavorato una ventina di giorni sui concetti e avendo disputato delle buone amichevoli sotto tutti i punti di vista. Per questo, posso affermare che i presupposti per fare un buon campionato ci sono tutti". 

Cosa è emerso da queste prime due gare di campionato?

alt"Queste prime due partite hanno evidenziato sia i pregi che i difetti di questa squadra. Siamo giovani, incontreremo tutte squadre che ci daranno nel complesso una differenza di una decina di anni, quindi dobbiamo mettere in preventivo nella valutazione dei nostri ragazzi anche questo aspetto. Sicuramente quello di buono che stiamo facendo è sulla fase di possesso, mentre dobbiamo essere un po' più concentrati nella fase di non possesso, perchè abbiamo evidenziato alcune situazioni che dobbiamo subito correggere".

Gli Allievi, ma anche le altre due categorie nazionali, sono squadre particolarmente giovani, che giocano contro avversari di età maggiore. A cosa è dovuta questa scelta? 

"La scelta è stata ponderata con la società nel momento in cui si è deciso di aumentare le difficoltà ai nostri ragazzi, affinchè le stesse possano essere formative per lo sviluppo del calciatore. Sappiamo che il ringiovanimento di tutte le rose può andare a creare situazioni di imbarazzo e di grande difficoltà, ma siamo ben consci che questa sia la strada da intraprendere. Pensate che nella gara di esordio della Berretti la squadra, nonostante abbia regalato circa una ventina di anni agli avversari, in un'ora di gioco non ha fatto vedere palla agli avversari. Dobbiamo partire da queste certezze: quando esprimiamo il nostro gioco nei concetti che stiamo insegnando, siamo squadre molto competitive".

Quali sono le principali difficoltà di un formatore che ha a che fare con ragazzi di 15, 16, 17 anni?

"E' ovvio che è un età molto sensibile. La difficoltà non sta nell'approccio con loro, ma nel far capire che la costruzione di un giocatore di calcio non passa esclusivamente dalla tecnica, dalla tattica e dagli aspetti di campo, ma da una serie di situazioni che esulano anche dal campo. In un'età in cui un ragazzo vive i primi amori e le prime serate, mi preme far capire a loro che a volte la rinuncia a cose che ci piacciono è propedeutica alla crescita di un giocatore. Da parte mia, posso dire di avere a che fare con ragazzi intelligenti, oltre ad avere un'esperienza personale che mi consenta di avere credibilità sotto questo punto di vista". 

Cosa speri di trasmettere ai ragazzi in questa stagione?

"Cercherò di andare avanti per la mia strada ad insegnare la passione per questo sport che passa dai tanto decantati primi tre nostri comandamenti, che hanno fatto parte della mia carriera da giocatore. Penso di essermi tuffato a bomba nel progetto AlbinoLeffe e questo i ragazzi lo recepiscono: li vedo entusiasti di quanto stiamo facendo sul campo e spero che continuino ad esserlo"

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