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L'uomo del giorno - Giuseppe D'Iglio

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Giuseppe D'Iglio è uno dei tanti volti nuovi dell'AlbinoLeffe di quest'anno. Con lui abbiamo parlato del suo passato e del momento che sta attraversando la squadra.

Ciao Giuseppe, partiamo dall'ultima gara disputata contro il Pavia. Che momento sta attraversando la squadra?

"Siamo consapevoli delle nostre potenzialità e di cosa possiamo dimostrare in questo campionato. I risultati di certo non aiutano, ma la compattezza del nostro gruppo sta venendo fuori giornata dopo giornata: stiamo dimostrando di potercela giocare alla pari anche con realtà del calibro di Alessandria, Pavia, Bassano e SudTirol, che sono tra le 6/7 squadre più attrezzate del campionato. Fa male perdere negli ultimi minuti, come è successo a noi ultimamente, ma sappiamo di poter far bene, migliorando alcuni dettagli: sono questi che alla lunga fanno la differenza".

altParliamo della tua storia. Ci racconti un po' del tuo passato calcistico?

"Provengo dal settore giovanile della Juventus. Quando ero nei Giovanissimi, mi sono trasferito in una squadra dilettantistica, il Rivoli Collegno, con la quale ho centrato per tre volte il titolo di campione regionale e una volta quello di campione d'Italia. Dopo essere passato agli Allievi Nazionali dell'Ivrea, ho fatto il salto in Serie D. Prima Pro Settimo, poi Chieri e da ultimo 4 anni a Borgosesia. Qui, soprattutto negli ultimi due anni, sono diventato un giocatore più completo. Nei primi anni di Serie D, i giovani come me giocavano soprattutto per i vincoli anagrafici imposti in questa categoria. Quando, poi, sono uscito da questa fascia di età, ho dovuto lottare per ritagliarmi uno spazio tra gente molto più grande di me, dimostrando attraverso voglia, fame e determinazione il mio valore".

Per te questo è il primo anno tra i professionisti. Qual è la più grande differenza che hai notato tra dilettantismo e professionismo?

"Sicuramente, tra tutti, il ritmo, che in Lega Pro è molto più elevato rispetto alla Serie D. Anche a livello tecnico la differenza è netta, soprattutto adesso che, con una terza divisione unica, gli organici sono composti anche da giocatori che hanno calcato palcoscenici ben più importanti".

Rispetto all'inizio dell'anno in cosa ti senti migliorato?

"Mi sento cresciuto a livello tattico. Ho imparato molto a livello difensivo, ma anche in fase di possesso. Per me è una fortuna poter apprendere ogni settimana qualcosa di nuovo da uno staff molto preparato come il nostro".

Cosa serve per andare a far risultato a Cremona?

"Serve l'atteggiamento che abbiamo tenuto nelle ultime partite, cercando di giocare come sappiamo e migliorando negli aspetti nei quali abbiamo dimostrato di essere carenti. Bisogna, soprattutto, essere più attenti in alcune situazioni in cui a volte siamo stati puniti: evitiamo ingenuità e leggerezze, cercando di fare più male all'avversario in fase offensiva".





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