Giovani calciatori crescono - Victor Katsyuba
- Pubblicato in Società
Un infortunio alla caviglia l'ha costretto ai box da alcune settimane, ma nonostante ciò la determinazione di Victor Katsyuba è rimasta immutata, così come la voglia di dire la sua con la maglia bluceleste: è proprio il portierone della Berretti l'ospite di oggi per la rubrica 'Giovani calciatori crescono'.
Ciao Victor, come è stato il primo impatto con la realtà bluceleste? Che differenze hai trovato rispetto alla società in cui eri prima?
"Il primo impatto è stato ottimo: mi sono trovato subito bene sia con i compagni di squadra che con i preparatori. Rispetto al passato è tutto completamente diverso, molto più professionale, a partire dal centro sportivo in cui ci alleniamo fino ad arrivare all’ impegno maggiore richiesto dalla categoria, ma bisogna abituarsi a fare sacrifici se si vuole raggiungere un obiettivo".
Come è nata questa tua passione per il calcio?
"Ho iniziato a giocare a calcio quando sono arrivato in Italia, avevo 7 anni e vedevo i bambini sotto casa divertirsi, inseguendo il pallone. Così ho deciso di iscrivermi nella squadra di Oratorio del paese e da lì non ho più smesso".
Il calcio russo ha da sempre una grande tradizione di portieri, è per questo che hai scelto proprio questo ruolo?
"In realtà è stato un po’ un caso, all’inizio facevo il difensore centrale poi un giorno erano assenti entrambi i portieri e serviva qualcuno che li sostituisse per la partitella di fine allenamento, così mi sono proposto. È andata bene! L’ho sempre visto come un ruolo di grande difficoltà e responsabilità e me ne sono innamorato".
Come va il tuo recupero dall’infortunio? Quali sono i tuoi obiettivi stagionali?
!Mi sono fatto male durante una partitella in allenamento, fortunatamente solo una piccola distorsione su cui sto lavorando per cercare di tornare in campo il prima possibile. Per quanto riguarda gli obiettivi stagionali, vorrei migliorarmi come portiere, per arrivare il più in alto possibile cercando così di trasformare quello che per ora è solo un gioco in una professione".
Se non riuscissi a raggiungere questa grande ambizione, cosa vorresti fare da grande?
"Frequento un istituto aeronautico e sogno di diventare un pilota! Amo lo sport in generale e mi piacerebbe coltivare altri passatempi come andare in bicicletta e giocare a pallacanestro con gli amici".
Ciao Victor, come è stato il primo impatto con la realtà bluceleste? Che differenze hai trovato rispetto alla società in cui eri prima?
"Il primo impatto è stato ottimo: mi sono trovato subito bene sia con i compagni di squadra che con i preparatori. Rispetto al passato è tutto completamente diverso, molto più professionale, a partire dal centro sportivo in cui ci alleniamo fino ad arrivare all’ impegno maggiore richiesto dalla categoria, ma bisogna abituarsi a fare sacrifici se si vuole raggiungere un obiettivo".Come è nata questa tua passione per il calcio?
"Ho iniziato a giocare a calcio quando sono arrivato in Italia, avevo 7 anni e vedevo i bambini sotto casa divertirsi, inseguendo il pallone. Così ho deciso di iscrivermi nella squadra di Oratorio del paese e da lì non ho più smesso".
Il calcio russo ha da sempre una grande tradizione di portieri, è per questo che hai scelto proprio questo ruolo?
"In realtà è stato un po’ un caso, all’inizio facevo il difensore centrale poi un giorno erano assenti entrambi i portieri e serviva qualcuno che li sostituisse per la partitella di fine allenamento, così mi sono proposto. È andata bene! L’ho sempre visto come un ruolo di grande difficoltà e responsabilità e me ne sono innamorato".
Come va il tuo recupero dall’infortunio? Quali sono i tuoi obiettivi stagionali?
!Mi sono fatto male durante una partitella in allenamento, fortunatamente solo una piccola distorsione su cui sto lavorando per cercare di tornare in campo il prima possibile. Per quanto riguarda gli obiettivi stagionali, vorrei migliorarmi come portiere, per arrivare il più in alto possibile cercando così di trasformare quello che per ora è solo un gioco in una professione".
Se non riuscissi a raggiungere questa grande ambizione, cosa vorresti fare da grande?
"Frequento un istituto aeronautico e sogno di diventare un pilota! Amo lo sport in generale e mi piacerebbe coltivare altri passatempi come andare in bicicletta e giocare a pallacanestro con gli amici".