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L'uomo del giorno - Johad Ferretti

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Dal giorno del suo arrivo, le prestazioni di Johad Ferretti sono migliorate di partita in partita fino a trasformarlo in una pedina imprescindibile dello scacchiere di mister Sesia. Il giovane terzino ex Milan, ad un mese e mezzo dal suo approdo in bluceleste, è convinto delle possibilità di salvezza della squadra ed è pronto a vendere cara la pelle per centrare gli obiettivi prefissati.

Ciao Johad, dal giorno del tuo arrivo, risultati a parte, le prestazioni sia tue che della squadra sono in ascesa. Come valuti questo primo periodo trascorso?

alt"Ho vissuto un primo periodo abbastanza difficile: sono arrivato da 6 mesi di inattività senza vedere il campo, quindi ho avuto bisogno di un po' di tempo per raggiungere la forma migliore e riavere quei gesti tecnici che è possibile ritrovare solo con una certa continuità. Non si può ottenerla dall'oggi e al domani: è stata dura, ma ad oggi posso ritenermi abbastanza soddisfatto, pur consapevole che c'è ancora tanto da migliorare. I risultati non stanno ancora arrivando, ma sono fiducioso dopo le ultime 3 prestazioni mie e della squadra. Sarà necessario ora continuare a lavorare per poter migliorare ancora di più e dimostrare il nostro vero valore".

Che realtà hai incontrato al tuo arrivo?

"Ho sempre giocato in realtà abbastanza diverse, che puntavano alla promozione in categorie superiori. Al mio arrivo mi sono subito accorto di far parte di una società che non merita questa posizione. Ci sono società che ambiscono a obiettivi importanti che hanno un'organizzazione e delle strutture di gran lunga inferiori alle nostre. Mi auguro di poter contribuire alla pronta risalita di questo club".

A detta di molti addetti ai lavori, fino a qualche anno fa eri uno dei giovani prospetti con più possibilità di fare il salto in categorie superiori. Cosa ti è mancato fino ad oggi?

"Guardando indietro penso che mi sia mancata un po' di esperienza e la testa. Sono consapevole di aver commesso determinati sbagli e di aver fatto scelte sbagliate che hanno compromesso il mio cammino. Ormai tutto questo appaartiene al passato: non rimpiango nulla e voglio concetrarmi solo sul presente".

Nella tua breve carriera, hai vissuto stagioni con calciatori o allenatori che ora ritroviamo in serie maggiori. Ti ricordi un episodio che poi a posteriori ti ha fatto capire il motivo per cui sono arrivati così in alto?

"Uno dei ricordi più belli che ho è sicuramente l'esperienza nella Primavera del Milan e il rapporto che si era creato anche con qualche giocatore della Prima Squadra. Parlavo spesso soprattutto con i ragazzi francesi del gruppo. Avevo e ho tuttora un ottimo rapporto con Niang. Ricordo, inoltre, le parole di Flamini, professionista vero, che mi diceva sempre che nel calcio non bisogna dare mai niente per scontato perchè la chiave del successo professionale è solo ed esclusivamente il lavoro".

Nelle ultime gare sono arrivate diverse buone prestazioni, ma i risultati stentano. Cosa manca per poter ottenere qualche punto in più?

"In queste ultime partite ci è mancata anche un po' di fortuna. Questa a volte ti dà, altre ti toglie. Dobbiamo semplicemente continuare su questa strada con grande impegno e determinazione, non buttarci giù, ma stare tranquilli perchè continuando così i risultati arriveranno".

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