Giovani calciatori crescono - Emanuele Alborghetti
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Per Emanuele Alborghetti questa stagione sportiva sarà sicuramente una di quella da ricordare negli anni: un ottimo rendimento tra Allievi e Berretti, diverse convocazioni in Nazionale Lega Pro U17 e U19 e la prima chiamata in Prima Squadra a 16 anni non ancora compiuti. E' lui il nostro ospite di oggi per la rubrica 'Giovani calciatori crescono'...
Ciao Emanuele, stai vivendo una stagione decisamente particolare. Come valuti il tuo percorso fino ad ora tra Allievi e Berretti?
"Per me questa stagione rappresenta un'occasione che non si verifica molto spesso. Avendo fatto la prima metà di campionato con gli Allievi e avendo partecipato ad alcune gare della Berretti, ho avuto modo di conoscere entrambe le realtà, confrontandomi con annate differenti. L'aspetto più positivo è rappresentato dal fatto che questa situazione mi sta dando la possibilità di avere una certa continuità di presenza, che per un portiere è fondamentale".
Quali difficoltà hai riscontrato nel passaggio da una categoria all'altra?
"Non ho avuto grandi difficoltà. Conosco bene i ragazzi di entrambe le squadre, assieme alle loro caratteristiche. Abbiamo di fronte due bei gruppi, in cui è facile ambientarsi. Devo comunque concentrarmi maggiormente sui particolari di ognuno di loro per aiutare il più possibile i miei compagni: il ruolo del portiere prevede anche questo e ciò necessita un'approfondita conoscenza di chi si ha di fianco".
Ormai è da diversi anni che sei qui all'AlbinoLeffe. Quando senti il nome di questa società, cosa ti viene in mente?
"Non rappresenta solo la mia squadra, ma praticamente la mia seconda famiglia. L'AlbinoLeffe mi sta accompagnando nel mondo calcistico, dandomi la possibilità di esprimermi nel modo migliore e di usufruire di tanti allenatori, preparatori e collaboratori molto preparati che mi seguono costantemente".
Come vive un portiere del settore giovanile la rivalità con il proprio compagno di reparto?
"Molto bene, direi: con Federico Esposito ho un rapporto bellissimo. Da quando sono qui ho cambiato diversi compagni di reparto e mi sono sempre trovato bene con tutti. Penso che Federico sia il miglior 'collega' avuto fino ad ora: è quello che mi ha stimolato maggiormente a far meglio. Lui è una persona molto intraprendente, che affronta ogni allenamento con grande passione ed entusiasmo: per me rappresenta uno stimolo che mi sprona a fare sempre meglio. Per questo lo ringrazio tanto".
Sei stato convocato più volte in Nazionale Lega Pro sia U17 che U19. Cosa si prova ad allenarsi a Coverciano, nelle stesse strutture che ospitano la Nazionale maggiore?
"Il primo stage è stato molto emozionante ed ogni chiamata continuo ad esserlo. Coverciano è un luogo quasi incantato, che spero di poter frequentare anche in futuro. E' stata un'esperienza fantastica e nuova. Lì si respira un'aria speciale: è la casa del calcio italiano. Relazionarsi con i ragazzi delle altre squadre è semplice. Queste convocazioni mi consentono di migliorare ulteriormente il mio rendimento e di crescere".
Una settimana fa è arrivata anche la prima chiamata in Prima Squadra. Cosa è significato per te essere convocato con i grandi a 16 anni non ancora compiuti?
"E' stata una sorpresa che ho cercato di vivere con tranquillità, come se fosse una partita normale, per non avere troppe pressioni. Devo ancora lavorare molto per cercare di gestire meglio la tensione: in qualsiasi gara fino a 1 minuto prima del fischio di inizio penso sempre a cosa può andare storto, ma poi quando scendo in campo entro completamente nella mentalità della gara. E' stata una bella soddisfazione e sono molto contento".
Ciao Emanuele, stai vivendo una stagione decisamente particolare. Come valuti il tuo percorso fino ad ora tra Allievi e Berretti?
"Per me questa stagione rappresenta un'occasione che non si verifica molto spesso. Avendo fatto la prima metà di campionato con gli Allievi e avendo partecipato ad alcune gare della Berretti, ho avuto modo di conoscere entrambe le realtà, confrontandomi con annate differenti. L'aspetto più positivo è rappresentato dal fatto che questa situazione mi sta dando la possibilità di avere una certa continuità di presenza, che per un portiere è fondamentale".
Quali difficoltà hai riscontrato nel passaggio da una categoria all'altra?"Non ho avuto grandi difficoltà. Conosco bene i ragazzi di entrambe le squadre, assieme alle loro caratteristiche. Abbiamo di fronte due bei gruppi, in cui è facile ambientarsi. Devo comunque concentrarmi maggiormente sui particolari di ognuno di loro per aiutare il più possibile i miei compagni: il ruolo del portiere prevede anche questo e ciò necessita un'approfondita conoscenza di chi si ha di fianco".
Ormai è da diversi anni che sei qui all'AlbinoLeffe. Quando senti il nome di questa società, cosa ti viene in mente?
"Non rappresenta solo la mia squadra, ma praticamente la mia seconda famiglia. L'AlbinoLeffe mi sta accompagnando nel mondo calcistico, dandomi la possibilità di esprimermi nel modo migliore e di usufruire di tanti allenatori, preparatori e collaboratori molto preparati che mi seguono costantemente".
Come vive un portiere del settore giovanile la rivalità con il proprio compagno di reparto?
"Molto bene, direi: con Federico Esposito ho un rapporto bellissimo. Da quando sono qui ho cambiato diversi compagni di reparto e mi sono sempre trovato bene con tutti. Penso che Federico sia il miglior 'collega' avuto fino ad ora: è quello che mi ha stimolato maggiormente a far meglio. Lui è una persona molto intraprendente, che affronta ogni allenamento con grande passione ed entusiasmo: per me rappresenta uno stimolo che mi sprona a fare sempre meglio. Per questo lo ringrazio tanto".
Sei stato convocato più volte in Nazionale Lega Pro sia U17 che U19. Cosa si prova ad allenarsi a Coverciano, nelle stesse strutture che ospitano la Nazionale maggiore?
"Il primo stage è stato molto emozionante ed ogni chiamata continuo ad esserlo. Coverciano è un luogo quasi incantato, che spero di poter frequentare anche in futuro. E' stata un'esperienza fantastica e nuova. Lì si respira un'aria speciale: è la casa del calcio italiano. Relazionarsi con i ragazzi delle altre squadre è semplice. Queste convocazioni mi consentono di migliorare ulteriormente il mio rendimento e di crescere".
Una settimana fa è arrivata anche la prima chiamata in Prima Squadra. Cosa è significato per te essere convocato con i grandi a 16 anni non ancora compiuti?
"E' stata una sorpresa che ho cercato di vivere con tranquillità, come se fosse una partita normale, per non avere troppe pressioni. Devo ancora lavorare molto per cercare di gestire meglio la tensione: in qualsiasi gara fino a 1 minuto prima del fischio di inizio penso sempre a cosa può andare storto, ma poi quando scendo in campo entro completamente nella mentalità della gara. E' stata una bella soddisfazione e sono molto contento".