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Giovani calciatori crescono - Simone Acerbis

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Autore di una stagione più che positiva con la Berretti di mister Caccia, nonostante il gap anagrafico rispetto agli avversari, Simone Acerbis ha tutte le caratteristiche del difensore moderno: abilità nell'uno contro uno, capacità di lettura, qualità con la palla tra i piedi, ottima forza esplosiva. In questa settimana è lui il protagonista della rubrica "Giovani calciatori crescono"!

Ciao Simone, partiamo da un bilancio di questa stagione. Dopo un girone di andata entusiasmante, la squadra ha pagato un calo che ha compromesso la corsa alle fasi finali...

alt"La prima parte di stagione è andata molto bene. Non ci aspettavamo di partire così. Successivamente purtroppo c'è stato un calo, che non sappiamo bene spiegare. Abbiamo comunque dimostrato di saper stare nella categoria, nonostante il gap anagrafico. In alcune partite abbiamo forse un po' pagato l'inesperienza, perdendo quei punti che ci avrebbero portato alle fasi finali".

Siete partiti giocando a 3, per poi passare alla difesa a 4. Cosa è cambiato per te nelle situazioni difensive?

"Entrambi i moduli hanno dei pregi e dei difetti. Fino al primo anno di Allievi ho giocato a 4 e mi sono sempre trovato bene. Poi siamo passati a 3 e, dopo un periodo di difficoltà iniziali, avevamo trovato il nostro equilibrio. Ora siamo tornati a giocare a 4 e mi trovo comunque bene, giocando con un compagno di fianco che mi aiuta".

Guardando alle tue caratteristiche, sei il prototipo del difensore moderno. C'è un giocatore in particolare a cui ti ispiri?

"Mi sono sempre piaciuti Cannavaro, Sergio Ramos e Cordoba, forse per le caratteristiche sia tecniche che fisiche che hanno. Mi piace giocar palla e non nego che mi piacerebbe giocare magari anche un po' più avanti, a metacampo. Non essendo tanto alto, in difesa potrei avere qualche difficoltà. Cerco sempre di giocare la palla con tranquillità, alzandola il meno possibile. Mi trovo molto bene con la filosofia di gioco di questa società, che cerca sempre di costruire gioco senza buttare via la sfera".

Ti sei confrontato in diverse partitelle in famiglia con la Prima Squadra ed in quella di oggi sei sceso in campo con loro. Cosa significa per te potersi confrontare con il calcio dei grandi?

"Questa settimana l'ho trascorsa praticamente tutta con loro. Mi sono divertito, mi è piaciuto. I compagni mi hanno aiutato molto. Ad un ragazzo così giovane come me (ho appena compiuto 17 anni) forse manca ancora un po' di malizia, di agonismo e di cattiveria nelle partite, oltre al fisico che con il tempo crescerà. Mi piacerebbe negli anni prossimi potermi confrontare con quel tipo di calcio".

Hai giocato un paio di partite anche con gli Allievi, squadra che è approdata alle finali di categoria. Come valuti il loro percorso?

"Con loro quest'anno ho giocato una gara con il Milan che è andata bene, mentre una seconda contro l'Inter un po' meno positiva. Conosco bene alcuni di loro perchè ci ho giocato l'anno scorso. Sotto il piano del gioco, sono un bel gruppo composto da buone individualità. Hanno un paio di giocatori che mi piacciono molto e che ritengo davvero bravi. Spero possano andare più avanti possibile, più di dove siamo arrivati l'anno passato".

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