aL Giovani - Paolo Zirafa: "Alla base di tutto dedizione e sacrificio"
- Pubblicato in Società
Con l’inizio dei campionati agonistici, torna la rubrica aL giovani! Ad aprire le danze di questo anno calcistico non poteva che essere il Responsabile del Settore Giovanile Paolo Zirafa, a cui abbiamo chiesto di presentarci formazioni, metodi ed obiettivi di questa nuova stagione sportiva.
Buongiorno Paolo, con l’ultima settimana sono riniziati tutti i campionati giovanili dalla categoria Esordienti A alla Berretti. Come giudichi il periodo di preparazione vissuto presso il Centro Sportivo di Zanica, oltre a questo inizio di stagione?
“L’obiettivo è sempre quello di migliorare e cercare di dare una mano a tutti i ragazzi nella crescita sia umana che sportiva. Il compito non è facile perché ci siamo trovati in una situazione particolarmente complicata, non avendo saputo fino a metà agosto la categoria di appartenenza. Di conseguenza anche le rose sono state allestite con un leggero ritardo: la realtà della categoria ha un certo impatto anche sui genitori di ragazzi che avevamo individuato per rinforzare le nostre squadre. Nonostante ciò, c’è sempre stato grande entusiasmo da parte di tutti, formatori in primis, che sono chiamati ad un compito importante: formare dei ragazzi non è semplice, siamo al lavoro per diminuire i tempi di apprendimento”.
Quali sono le novità a livello di metodologia?
“Sostanzialmente prosegue il filo che è cominciato due anni fa con mister Zanchini. L’idea di gioco è la medesima con qualche accorgimento e modifica. Rimane la filosofia di cercare di arrivare ad un risultato sportivo positivo attraverso il gioco”.
Tra i giocatori italiani del momento, c’è senza dubbio Andrea Belotti, prodotto del settore giovanile bluceleste che poco tempo fa ha esordito in Nazionale maggiore. Che consiglio ti senti di dare ai tuoi ragazzi per provare a fare il suo stesso percorso?
“L’esempio di Belotti è calzante: Andrea rappresenta un giocatore che ha raggiunto la notorietà e sta raggiungendo un livello calcistico di prima fascia grazie sicuramente alle sue qualità calcistiche, ma soprattutto attraverso il suo atteggiamento mentale, la cosiddetta “fame”, che è una delle caratteristiche che lo contraddistingue. In questo mi sento di esortare i nostri ragazzi ad emulare questo giocatore: calcisticamente i nostri atleti devono essere loro stessi, senza cercare di imitare alcun campione, ma dovrebbero invece prendere d’esempio la mentalità, l’agonismo e la voglia di non mollare che ha Andrea Belotti. Oggi pensando a Messi o Cristiano Ronaldo si rischierebbe di guardare esclusivamente alla faccia sorridente del calcio, ai tunnel o ai doppi passi, ma non bisogna dimenticare che alla base di tutto ciò c’è l’impegno, la dedizione e il sacrificio. In questo da lui c’è da imparare tantissimo”.
Quale motto vuoi rivolgere ai tuoi ragazzi per questa nuova avventura?
“Più che un motto, rivolgerei loro un messaggio: non ponetevi mai limiti, perché se vi ponete un limite quello sarà la vostra debolezza”.
Buongiorno Paolo, con l’ultima settimana sono riniziati tutti i campionati giovanili dalla categoria Esordienti A alla Berretti. Come giudichi il periodo di preparazione vissuto presso il Centro Sportivo di Zanica, oltre a questo inizio di stagione?
“L’obiettivo è sempre quello di migliorare e cercare di dare una mano a tutti i ragazzi nella crescita sia umana che sportiva. Il compito non è facile perché ci siamo trovati in una situazione particolarmente complicata, non avendo saputo fino a metà agosto la categoria di appartenenza. Di conseguenza anche le rose sono state allestite con un leggero ritardo: la realtà della categoria ha un certo impatto anche sui genitori di ragazzi che avevamo individuato per rinforzare le nostre squadre. Nonostante ciò, c’è sempre stato grande entusiasmo da parte di tutti, formatori in primis, che sono chiamati ad un compito importante: formare dei ragazzi non è semplice, siamo al lavoro per diminuire i tempi di apprendimento”.Quali sono le novità a livello di metodologia?
“Sostanzialmente prosegue il filo che è cominciato due anni fa con mister Zanchini. L’idea di gioco è la medesima con qualche accorgimento e modifica. Rimane la filosofia di cercare di arrivare ad un risultato sportivo positivo attraverso il gioco”.
Tra i giocatori italiani del momento, c’è senza dubbio Andrea Belotti, prodotto del settore giovanile bluceleste che poco tempo fa ha esordito in Nazionale maggiore. Che consiglio ti senti di dare ai tuoi ragazzi per provare a fare il suo stesso percorso?
“L’esempio di Belotti è calzante: Andrea rappresenta un giocatore che ha raggiunto la notorietà e sta raggiungendo un livello calcistico di prima fascia grazie sicuramente alle sue qualità calcistiche, ma soprattutto attraverso il suo atteggiamento mentale, la cosiddetta “fame”, che è una delle caratteristiche che lo contraddistingue. In questo mi sento di esortare i nostri ragazzi ad emulare questo giocatore: calcisticamente i nostri atleti devono essere loro stessi, senza cercare di imitare alcun campione, ma dovrebbero invece prendere d’esempio la mentalità, l’agonismo e la voglia di non mollare che ha Andrea Belotti. Oggi pensando a Messi o Cristiano Ronaldo si rischierebbe di guardare esclusivamente alla faccia sorridente del calcio, ai tunnel o ai doppi passi, ma non bisogna dimenticare che alla base di tutto ciò c’è l’impegno, la dedizione e il sacrificio. In questo da lui c’è da imparare tantissimo”.
Quale motto vuoi rivolgere ai tuoi ragazzi per questa nuova avventura?
“Più che un motto, rivolgerei loro un messaggio: non ponetevi mai limiti, perché se vi ponete un limite quello sarà la vostra debolezza”.