aL Giovani - Molteni: "Formatore o preparatore? Spero di continuare il mio percorso in bluceleste".
- Pubblicato in Società
Lo scorso anno preparatore atletico, quest’anno anche formatore. In soli due anni di AlbinoLeffe, Riccardo Molteni ha saputo interpretare al meglio entrambi i ruoli, diventando in poco tempo un punto di riferimento importante sia per i più piccoli che per i suoi Esordienti. E’ lui il nostro ospite di oggi per la rubrica “aL giovani”.
Ciao Riccardo, è il tuo primo anno da formatore bluceleste. Come ti trovi in questa nuova veste?
“E’ un ruolo che appassiona molto. Inizialmente non nascondo di aver avuto alcune difficoltà, legate sia alla nuova mansione che all’età dei ragazzi che guido. Il passaggio da preparatore atletico a formatore è stato repentino. Ho cercato di assimilare velocemente le indicazioni della società riguardanti obiettivi e metodi da seguire. Grazie all’aiuto di Paolo Zirafa, responsabile del settore giovanile, e di Federico Caccia, formatore degli Allievi che mi affianca durante gli allenamenti, è stato tutto molto più semplice”.
La tua è la prima categoria giovanile in ordine di età che in campionato affronta altre squadre professionistiche. Come valuti il livello della tua squadra in relazione agli avversari?
“Rispetto alle compagini di Serie A, la nostra squadra paga qualcosa sotto l’aspetto fisico e leggermente anche sotto l’aspetto tecnico. Ho invece notato che ce la giochiamo alla grande contro realtà di Lega Pro, ma anche di Serie B, rispetto alle quali il divario è di gran lunga più lieve. Il successo contro la Pro Vercelli e la buona prova contro il Brescia ne sono la dimostrazione”.
Quali sono le esigenze caratteriali di un ragazzo di quell’età?
“All’interno del mondo del calcio, possono essere collocati in una fascia di transito. Da squadre di pulcini, in cui è prevalente l’aspetto ludico, passeranno tra un po' a categorie in cui l’aspetto professionistico ha una valenza importante. La comprensione di questo passaggio è la difficoltà più grande per un ragazzo di quest’età”.
Fino allo scorso anno eri esclusivamente un preparatore atletico, quest’anno ricopri il doppio ruolo di preparatore e formatore. Quale di queste due mansioni senti più tua in ottica futura?
“Nasco preparatore atletico, ho sempre avuto questa ambizione. Quest’anno sto conoscendo un nuovo ruolo, che mi sta appassionando particolarmente. Non voglio escludere alcuna possibilità. Il mio obiettivo è quello di continuare a rappresentare sul campo una società ambiziosa come questa”.
Ciao Riccardo, è il tuo primo anno da formatore bluceleste. Come ti trovi in questa nuova veste?
“E’ un ruolo che appassiona molto. Inizialmente non nascondo di aver avuto alcune difficoltà, legate sia alla nuova mansione che all’età dei ragazzi che guido. Il passaggio da preparatore atletico a formatore è stato repentino. Ho cercato di assimilare velocemente le indicazioni della società riguardanti obiettivi e metodi da seguire. Grazie all’aiuto di Paolo Zirafa, responsabile del settore giovanile, e di Federico Caccia, formatore degli Allievi che mi affianca durante gli allenamenti, è stato tutto molto più semplice”.La tua è la prima categoria giovanile in ordine di età che in campionato affronta altre squadre professionistiche. Come valuti il livello della tua squadra in relazione agli avversari?
“Rispetto alle compagini di Serie A, la nostra squadra paga qualcosa sotto l’aspetto fisico e leggermente anche sotto l’aspetto tecnico. Ho invece notato che ce la giochiamo alla grande contro realtà di Lega Pro, ma anche di Serie B, rispetto alle quali il divario è di gran lunga più lieve. Il successo contro la Pro Vercelli e la buona prova contro il Brescia ne sono la dimostrazione”.
Quali sono le esigenze caratteriali di un ragazzo di quell’età?
“All’interno del mondo del calcio, possono essere collocati in una fascia di transito. Da squadre di pulcini, in cui è prevalente l’aspetto ludico, passeranno tra un po' a categorie in cui l’aspetto professionistico ha una valenza importante. La comprensione di questo passaggio è la difficoltà più grande per un ragazzo di quest’età”.
Fino allo scorso anno eri esclusivamente un preparatore atletico, quest’anno ricopri il doppio ruolo di preparatore e formatore. Quale di queste due mansioni senti più tua in ottica futura?
“Nasco preparatore atletico, ho sempre avuto questa ambizione. Quest’anno sto conoscendo un nuovo ruolo, che mi sta appassionando particolarmente. Non voglio escludere alcuna possibilità. Il mio obiettivo è quello di continuare a rappresentare sul campo una società ambiziosa come questa”.