Il campionato visto dal dottor Sprenger
- Pubblicato in Prima Squadra
Avevamo promesso di raccontarvi l'annata bluceleste dal punto di vista dei giocatori, cosa che continueremo a fare, ma non solo. E siccome siamo di parola, oggi abbiamo incontrato il medico dell'AlbinoLeffe, il dottor Claudio Sprenger, per parlare di come si vive il campionato divisi tra la panchina e l'infermeria di Zanica.
Dottore, che annata è stata dal punto di vista professionale?
“Direi un'annata discreta, senza grossi problemi, a parte il lungo infortunio muscolare di Cisse. C'è stato qualche incidente di tipo traumatico e distorsivo, ma nella media di una società come la nostra”.
E dal punto di vista emozionale?
“La sconfitta finale ha inciso tanto nel giudizio. Quando arrivi così vicino all'obiettivo, quando hai così tante occasioni per raggiungerlo, c'è molto dispiacere se questo ti sfugge. Pur avendo giocato bene, come accaduto a Cremona, avendo dato l'anima, l'amaro in bocca resta per tanto tempo”.
Qual è stata la pecca di questa squadra?
“Forse l'alternanza dei risultati, con periodi buoni e altri in cui si faticava a ottenere i risultati senza capire bene il perchè”.
Qual è, invece, il momento che ricorda con più piacere?
“L'inizio è stato molto bello. Le emozioni vanno di pari passo con l'andamento della squadra. Se questa vince, gioca bene, non ha infortunati si vede tutto in maniera positiva. Quando la squadra fa meno bene, il lavoro di ognuno viene giustamente messo in discussione e ci sono un po' più di tensioni”.
Per l'anno prossimo, con l'introduzione della Lega Pro Unica è lecito aspettarsi un torneo ancora più impegnativo. Cosa cambia per lo staff medico?
“Da un punto di vista medico e lavorativo, non penso che cambi molto. Poi ci sono annate nelle quali va tutto bene e altre in cui si hanno problemi fin dall'inizio. Io spero che anche l'anno prossimo sia uno di quelli in cui va tutto liscio”.
Orami veste il bluceleste da diversi anni. C'è un giocatore col quale ha legato maggiormente?
“È il settimo anno di militanza all'AlbinoLeffe. Ho un legame un po' più stretto con Regonesi, forse anche per questioni anagrafiche. Il resto del gruppo è composto da ragazzi molto più giovani, quindi si instaurano dinamiche diverse, ma credo che tutti coloro che giocano qui siano intelligenti e vogliosi. Il problema è che a volte hanno faticato a dimostrarlo sul campo”.
C'è una personalità che l'ha colpita particolarmente?
“Uno molto simpatico è Aurelio: un tipo affabile, estroverso, un napoletano vero nel senso più positivo del termine”.
Come vive il medico i novanta minuti della partita?
“Le tensioni non mancano perchè, di fatto, la squadra che segui diventa la tua squadra del cuore ed è facile farsi trasportare anche se il ruolo impone di non trascendere. Posso dire che soffre e ogni tanto qualche epiteto, quello sì, scappa”.
Com'è stato lavorare con mister Gustinetti?
“È il primo anno che lavoro con lui e devo dire che mi sono trovato subito bene. Dice quello che pensa e vuole altrettanta schiettezza”.
Chiudiamo con un voto alla stagione.
“L'obiettivo minimo è stato raggiunto che se con un po' di patema. Diciamo un sei e mezzo”.
Grazie dottore e a presto.
“Grazie a te e forza AlbinoLeffe”.
Dottore, che annata è stata dal punto di vista professionale?“Direi un'annata discreta, senza grossi problemi, a parte il lungo infortunio muscolare di Cisse. C'è stato qualche incidente di tipo traumatico e distorsivo, ma nella media di una società come la nostra”.
E dal punto di vista emozionale?
“La sconfitta finale ha inciso tanto nel giudizio. Quando arrivi così vicino all'obiettivo, quando hai così tante occasioni per raggiungerlo, c'è molto dispiacere se questo ti sfugge. Pur avendo giocato bene, come accaduto a Cremona, avendo dato l'anima, l'amaro in bocca resta per tanto tempo”.
Qual è stata la pecca di questa squadra?
“Forse l'alternanza dei risultati, con periodi buoni e altri in cui si faticava a ottenere i risultati senza capire bene il perchè”.
Qual è, invece, il momento che ricorda con più piacere?
“L'inizio è stato molto bello. Le emozioni vanno di pari passo con l'andamento della squadra. Se questa vince, gioca bene, non ha infortunati si vede tutto in maniera positiva. Quando la squadra fa meno bene, il lavoro di ognuno viene giustamente messo in discussione e ci sono un po' più di tensioni”.
Per l'anno prossimo, con l'introduzione della Lega Pro Unica è lecito aspettarsi un torneo ancora più impegnativo. Cosa cambia per lo staff medico?
“Da un punto di vista medico e lavorativo, non penso che cambi molto. Poi ci sono annate nelle quali va tutto bene e altre in cui si hanno problemi fin dall'inizio. Io spero che anche l'anno prossimo sia uno di quelli in cui va tutto liscio”.
Orami veste il bluceleste da diversi anni. C'è un giocatore col quale ha legato maggiormente?
“È il settimo anno di militanza all'AlbinoLeffe. Ho un legame un po' più stretto con Regonesi, forse anche per questioni anagrafiche. Il resto del gruppo è composto da ragazzi molto più giovani, quindi si instaurano dinamiche diverse, ma credo che tutti coloro che giocano qui siano intelligenti e vogliosi. Il problema è che a volte hanno faticato a dimostrarlo sul campo”.
C'è una personalità che l'ha colpita particolarmente?
“Uno molto simpatico è Aurelio: un tipo affabile, estroverso, un napoletano vero nel senso più positivo del termine”.
Come vive il medico i novanta minuti della partita?
“Le tensioni non mancano perchè, di fatto, la squadra che segui diventa la tua squadra del cuore ed è facile farsi trasportare anche se il ruolo impone di non trascendere. Posso dire che soffre e ogni tanto qualche epiteto, quello sì, scappa”.
Com'è stato lavorare con mister Gustinetti?
“È il primo anno che lavoro con lui e devo dire che mi sono trovato subito bene. Dice quello che pensa e vuole altrettanta schiettezza”.
Chiudiamo con un voto alla stagione.
“L'obiettivo minimo è stato raggiunto che se con un po' di patema. Diciamo un sei e mezzo”.
Grazie dottore e a presto.
“Grazie a te e forza AlbinoLeffe”.