Le mani sul futuro dell'AlbinoLeffe: Daniel Offredi
- Pubblicato in Prima Squadra
Ultimo, ma non ultimo. Anzi. Chiudiamo il nostro giro di interviste tra i ragazzi della Prima Squadra con il nostro numero uno: Daniel Offredi!
Daniel, iniziamo parlando della tua stagione a livello personale: sei soddisfatto?
“Sì e no. Dopo l'infortunio al dito, per un certo periodo, non mi sono sentito al meglio, ma poi mi sono ripreso”.
Qual è stata la difficoltà principale da fronteggiare?
“Al momento non ci pensi, hai solo voglia di giocare, ma poi quando devi effettuare una parata magari pensi a salvaguardarti dall'infortunio, rinunciando a qualcosa sotto il punto di vista estetico in favore della concretezza”.
In quel periodo è arrivata anche qualche critica di troppo. Ne hai sofferto?
“No. Se fosse stato così il mio periodo negativo sarebbe andato avanti e avrei fatto male anche nelle partite successive”.
Argomento playoff: tre rigori parati non sono bastati per passare il turno?
“Ci sono rimasto male perchè speravo di fare qualcosa in più. Magari anche solo passare al turno dopo e giocarsela. L'ho scritto su Facebook nei giorni successivi al match e lo ribadisco oggi: mi sarebbe piaciuto regalare qualcosa di magico non solo a me stesso, ma anche ai tifosi, ai miei compagni, a tutti quelli che lavorano qui dopo la retrocessione di due stagioni fa”.
Quale momento è stato più difficile da affrontare?
“Ho sentito di più la sfida di Cremona perchè l'anno della retrocessione è stato lungo e il nostro destino era segnato con diverse giornate d'anticipo. A Cremona invece avevo la sensazione che si potesse fare qualcosa di grande. Erano arrivati dei segnali come il pareggio allo scadere, ma poi è andata diversamente”.
Quale sfida di questa stagione ricordi con maggiore piacere e quale vorresti rigiocare?
“Siamo sempre lì: il playoff. È stata molto emozionante perchè diversa da una di campionato e per l'esito la vorrei rigiocare”.
Che margini di crescita ha Daniel Offredi?
“Penso di poter crescere ancora e speravo di cambiare categoria proprio per maturare ulteriormente, visto che in B è tutto di livello superiore, tanto le gare quanto gli allenamenti”.
Scherzoso fuori dal campo, sempre sulla corda all'interno: quale di questi due aspetti riflette davvero il tuo carattere?
“Tutti e due. Fuori dal campo sono molto diverso rispetto a quando gioco o mi alleno. In campo per me c'è solo l'agonismo. Non so se sia un bene o un male, ma devo dire che una volta usciti dal rettangolo verde per me finisce tutto e non porto mai rancore”.
Chi va in serie B tra ProVercelli e SudTirol?
“Non è un pronostico facile da fare. È vero, la ProVercelli è in vantaggio, ma il SudTirol è una buona squadra”.
Proiettiamoci verso l'anno prossimo: che campionato vi attende?
“Sarà dura, dovremo attrezzarci per affrontare un campionato vero in cui tutte lotteranno almeno per non retrocedere a differenza di quanto accaduto quest'anno dove molte formazioni hanno puntato sui giovani, consapevoli che avrebbero comunque mantenuto la categoria”.
Daniel, iniziamo parlando della tua stagione a livello personale: sei soddisfatto?
“Sì e no. Dopo l'infortunio al dito, per un certo periodo, non mi sono sentito al meglio, ma poi mi sono ripreso”.
Qual è stata la difficoltà principale da fronteggiare?
“Al momento non ci pensi, hai solo voglia di giocare, ma poi quando devi effettuare una parata magari pensi a salvaguardarti dall'infortunio, rinunciando a qualcosa sotto il punto di vista estetico in favore della concretezza”.In quel periodo è arrivata anche qualche critica di troppo. Ne hai sofferto?
“No. Se fosse stato così il mio periodo negativo sarebbe andato avanti e avrei fatto male anche nelle partite successive”.
Argomento playoff: tre rigori parati non sono bastati per passare il turno?
“Ci sono rimasto male perchè speravo di fare qualcosa in più. Magari anche solo passare al turno dopo e giocarsela. L'ho scritto su Facebook nei giorni successivi al match e lo ribadisco oggi: mi sarebbe piaciuto regalare qualcosa di magico non solo a me stesso, ma anche ai tifosi, ai miei compagni, a tutti quelli che lavorano qui dopo la retrocessione di due stagioni fa”.
Quale momento è stato più difficile da affrontare?
“Ho sentito di più la sfida di Cremona perchè l'anno della retrocessione è stato lungo e il nostro destino era segnato con diverse giornate d'anticipo. A Cremona invece avevo la sensazione che si potesse fare qualcosa di grande. Erano arrivati dei segnali come il pareggio allo scadere, ma poi è andata diversamente”.
Quale sfida di questa stagione ricordi con maggiore piacere e quale vorresti rigiocare?
“Siamo sempre lì: il playoff. È stata molto emozionante perchè diversa da una di campionato e per l'esito la vorrei rigiocare”.
Che margini di crescita ha Daniel Offredi?
“Penso di poter crescere ancora e speravo di cambiare categoria proprio per maturare ulteriormente, visto che in B è tutto di livello superiore, tanto le gare quanto gli allenamenti”.
Scherzoso fuori dal campo, sempre sulla corda all'interno: quale di questi due aspetti riflette davvero il tuo carattere?
“Tutti e due. Fuori dal campo sono molto diverso rispetto a quando gioco o mi alleno. In campo per me c'è solo l'agonismo. Non so se sia un bene o un male, ma devo dire che una volta usciti dal rettangolo verde per me finisce tutto e non porto mai rancore”.
Chi va in serie B tra ProVercelli e SudTirol?
“Non è un pronostico facile da fare. È vero, la ProVercelli è in vantaggio, ma il SudTirol è una buona squadra”.
Proiettiamoci verso l'anno prossimo: che campionato vi attende?
“Sarà dura, dovremo attrezzarci per affrontare un campionato vero in cui tutte lotteranno almeno per non retrocedere a differenza di quanto accaduto quest'anno dove molte formazioni hanno puntato sui giovani, consapevoli che avrebbero comunque mantenuto la categoria”.