Sassarini si presenta: "Qui per trasmettere i miei principi"
- Pubblicato in Prima Squadra
E’ stato presentato quest’oggi alle ore 15.00 presso il Centro Sportivo di Zanica il nuovo allenatore dell’AlbinoLeffe David Sassarini, assieme ai collaboratori Paolo Pantera, Giorgio Rocca e Gianpietro Mutti. Ad aprire le danze ci ha pensato il Direttore Sportivo Aladino Valoti che ha spiegato ai giornalisti presenti i presupposti da cui l’AlbinoLeffe ha scelto di partire quest’anno e le valutazioni che hanno portato a scegliere Sassarini: ”Abbiamo cominciato la stagione lunedì, abbiamo fatto qualche giorno di preparazione qui e questa sera partiremo per Serina. Cominciamo un anno nuovo, si volta pagina. La società ha scelto di andare avanti con i soliti stimoli. E’ un impegno importante, c’è la voglia di girare pagina, di ricostituire quel qualcosa che è stato da sempre il nostro cavallo di battaglia, come la voglia di lavorare tutti assieme, di correre, di aiutarci, di fare sacrifici: questo è sempre stato l’identikit del giocatore dell’AlbinoLeffe. Abbiamo deciso di ripartire attraverso un allenatore nuovo, che conosce molto bene questa categoria e che ha maturato grande esperienza, nonostante sia giovane. Sarà coadiuvato da un collaboratore stretto, ovvero Paolo Pantera, dal Preparatore dei Portieri Giorgio Rocca, che conosce bene la nostra realtà, e dal Preparatore Atletico Mutti. Ad oggi siamo in Serie D e quindi ragioniamo da club di Serie D. Dobbiamo ringraziare la società per lo sforzo fatto presentando la domanda di ripescaggio attraverso una documentazione completa. Siamo in attesa di capire quali siano gli sviluppi. Abbiamo grossa fiducia e responsabilità”.
La parola passa poi a Mister Sassarini: “Mi preme ringraziare il Presidente e il Direttore per la scelta fatta. Appena sono arrivato qua, ho capito da subito che si trattava di una società veramente seria, molto organizzata, attenta al lavoro e ai particolari.”
Stimoli per la prima avventura in un’eventuale categoria professionistica? “Gli stimoli sono gli stessi sia in D che in Lega Pro. Parlo a nome mio e del nostro staff. E’ chiaro che, personalmente, il mio è un percorso iniziato parecchi anni fa, in ascesa, saltando categoria dopo categoria, quindi sono molto contento di questa opportunità che mi è stata data. Mi sento pronto e carico per questa avventura, che sia Serie D o Lega Pro.”
Sassarini ha le idee molto chiare su quanto intende proporre: “Tutti parlano del 'giocare a calcio', poi c’è chi ci riesce e chi non ci riesce. Noi proviamo a giocare, pensando anche ad essere una squadra potenzialmente solida. Sappiamo che dalla fase difensiva e dai gol presi nasce anche la classifica. L’idea è comunque quella di creare e andare ad imporre il proprio gioco sia in casa che fuori. Ho trovato un gruppo molto buono. C’è grande voglia. Ho notato grande attenzione a provare a fare le cose che stiamo insegnando. La prima sensazione è molto positiva.”
Altri toscani in rosa? “Chissà, ma dovete chiedere al Direttore. Io ho semplicemente fatto presente le caratteristiche dei giocatori, poi ci penserà lui. Brega non l’ho mai allenato, ma lo avevo visto. E’ una prima punta forte, è stato capocannoniere con il Ponsacco, sa giocare bene spalle alla porta e sa anche attaccare la profondità. E’ una di quelle punte che quando entrano dentro l’area di rigore hanno attitudini buone”.
Spazio, poi, ad una valutazione del DS Valoti sulla rosa a disposizione, ad oggi ancora ancorata alla quarta serie: “Abbiamo cercato di muoverci su un discorso legato alla categoria e alle sue regole, che sono legate alla valorizzazione dei giovani, che devono per forza giocare. Abbiamo voluto puntare su alcuni ragazzi che già conoscono questa categoria, ovvero Gianola, Brega e D’Iglio e adesso cerchiamo di guardarci in giro per eventualmente fare qualcosa di diverso. Ripartiamo da Cortinovis, Nichetti e Bentley, oltre ai giovani che abbiamo fatto rientrare avendo fatto bene fuori in prestito e ai classe 1997 che provengono dalla Berretti. Chimini ha fatto una scelta personale e familiare. Andremo avanti con Amadori e Cortinovis. Lazzarini, invece, è andato al Lecco”.
Sul modulo e il modo di giocare, Sassarini parla chiaro: “L’idea di base è quella di giocare a tre dietro, ma i moduli sono numeri e non mi interessano. Mi interessano, invece, i principi che andremo ad adottare. Potremo passare da tre a quattro, anche a seconda delle situazioni, ma quello che mi interessa ora è trasmettere i principi che andremo ad adottare”.
Spazio anche alle presentazioni dei tre collaboratori. Il primo a parlare è Giorgio Rocca. Per lui si tratta di un grande ritorno: “Ho sensazioni positive, so quanto negli ultimi anni gli sforzi fatti dalla proprietà non siano stati premiati. Purtroppo nel calcio ci sono troppe cose che determinano, che vanno aldilà della semplice voglia di far bene. L’AlbinoLeffe, poi, è stata fin troppo danneggiata da quelli che sono i contorni del calcio. Sono venuto qua perché c’è voglia di far bene, c’è un allenatore emergente che sa far bene il suo lavoro, ci sono un Direttore e di un Presidente che vogliono fare altrettanto. Queste componenti hanno fatto sì che io abbia accettato di buon grado questa scelta. Sapevamo che inizialmente si trattava di Serie D, ma per me questo cambia pochissimo. Per me il solo dar qualcosa a questa società è motivo di orgoglio”.
Gli fa eco il Preparatore Atletico Mutti: “Io sono un veterano qui: è dal 1996 che lavoro per l’AlbinoLeffe. Lo scorso anno ho scelto di lavorare con il settore giovanile per motivi personali, ma quest’anno se la Prima Squadra non corre sarà colpa mia.”.
E’ poi il turno di Paolo Pantera: “Sono un ex giocatore del Mister. Quando mi ha proposto questa opportunità non ci ho pensato due volte: è un bel trampolino di lancio e una società seria. Speriamo tutti assieme di raggiungere gli obiettivi che il Direttore e il Presidente si sono prefissati.”
La chiusura finale è del DS Valoti: “Abbiamo sempre cercato di fare le cose nel modo giusto, portando avanti i nostri principi. Non possiamo pensare di ragionare da grande club. Siamo una società che lavora in modo artigianale, ma che cerca di metterci il massimo delle risorse. Attraverso questo speriamo di ottenere risultati come quelli ottenuti in passato. Ora nel calcio tutti provano ad andare avanti in un’altra direzione, proponendo un calcio autosostenibile. Quando siamo retrocessi abbiamo chiesto un po’ a tutti i nostri giocatori quello che volessero fare. Ci hanno detto di voler mantenere la categoria. Gli unici che l’hanno persa siamo noi. Non a caso quasi tutti i nostri giocatori sono riusciti a trovare collocazione in Lega Pro o in categoria superiore. Questo sta a significare che non eravamo proprio così scarsi. Le qualità dei nostri giocatori c’erano, ma non siamo riusciti a creare uno spirito di gruppo, vincente, oltre alla voglia di sacrificarsi l'uno per l’altro”.
La parola passa poi a Mister Sassarini: “Mi preme ringraziare il Presidente e il Direttore per la scelta fatta. Appena sono arrivato qua, ho capito da subito che si trattava di una società veramente seria, molto organizzata, attenta al lavoro e ai particolari.”
Stimoli per la prima avventura in un’eventuale categoria professionistica? “Gli stimoli sono gli stessi sia in D che in Lega Pro. Parlo a nome mio e del nostro staff. E’ chiaro che, personalmente, il mio è un percorso iniziato parecchi anni fa, in ascesa, saltando categoria dopo categoria, quindi sono molto contento di questa opportunità che mi è stata data. Mi sento pronto e carico per questa avventura, che sia Serie D o Lega Pro.”Sassarini ha le idee molto chiare su quanto intende proporre: “Tutti parlano del 'giocare a calcio', poi c’è chi ci riesce e chi non ci riesce. Noi proviamo a giocare, pensando anche ad essere una squadra potenzialmente solida. Sappiamo che dalla fase difensiva e dai gol presi nasce anche la classifica. L’idea è comunque quella di creare e andare ad imporre il proprio gioco sia in casa che fuori. Ho trovato un gruppo molto buono. C’è grande voglia. Ho notato grande attenzione a provare a fare le cose che stiamo insegnando. La prima sensazione è molto positiva.”
Altri toscani in rosa? “Chissà, ma dovete chiedere al Direttore. Io ho semplicemente fatto presente le caratteristiche dei giocatori, poi ci penserà lui. Brega non l’ho mai allenato, ma lo avevo visto. E’ una prima punta forte, è stato capocannoniere con il Ponsacco, sa giocare bene spalle alla porta e sa anche attaccare la profondità. E’ una di quelle punte che quando entrano dentro l’area di rigore hanno attitudini buone”.
Spazio, poi, ad una valutazione del DS Valoti sulla rosa a disposizione, ad oggi ancora ancorata alla quarta serie: “Abbiamo cercato di muoverci su un discorso legato alla categoria e alle sue regole, che sono legate alla valorizzazione dei giovani, che devono per forza giocare. Abbiamo voluto puntare su alcuni ragazzi che già conoscono questa categoria, ovvero Gianola, Brega e D’Iglio e adesso cerchiamo di guardarci in giro per eventualmente fare qualcosa di diverso. Ripartiamo da Cortinovis, Nichetti e Bentley, oltre ai giovani che abbiamo fatto rientrare avendo fatto bene fuori in prestito e ai classe 1997 che provengono dalla Berretti. Chimini ha fatto una scelta personale e familiare. Andremo avanti con Amadori e Cortinovis. Lazzarini, invece, è andato al Lecco”.
Sul modulo e il modo di giocare, Sassarini parla chiaro: “L’idea di base è quella di giocare a tre dietro, ma i moduli sono numeri e non mi interessano. Mi interessano, invece, i principi che andremo ad adottare. Potremo passare da tre a quattro, anche a seconda delle situazioni, ma quello che mi interessa ora è trasmettere i principi che andremo ad adottare”.
Spazio anche alle presentazioni dei tre collaboratori. Il primo a parlare è Giorgio Rocca. Per lui si tratta di un grande ritorno: “Ho sensazioni positive, so quanto negli ultimi anni gli sforzi fatti dalla proprietà non siano stati premiati. Purtroppo nel calcio ci sono troppe cose che determinano, che vanno aldilà della semplice voglia di far bene. L’AlbinoLeffe, poi, è stata fin troppo danneggiata da quelli che sono i contorni del calcio. Sono venuto qua perché c’è voglia di far bene, c’è un allenatore emergente che sa far bene il suo lavoro, ci sono un Direttore e di un Presidente che vogliono fare altrettanto. Queste componenti hanno fatto sì che io abbia accettato di buon grado questa scelta. Sapevamo che inizialmente si trattava di Serie D, ma per me questo cambia pochissimo. Per me il solo dar qualcosa a questa società è motivo di orgoglio”.
Gli fa eco il Preparatore Atletico Mutti: “Io sono un veterano qui: è dal 1996 che lavoro per l’AlbinoLeffe. Lo scorso anno ho scelto di lavorare con il settore giovanile per motivi personali, ma quest’anno se la Prima Squadra non corre sarà colpa mia.”.
E’ poi il turno di Paolo Pantera: “Sono un ex giocatore del Mister. Quando mi ha proposto questa opportunità non ci ho pensato due volte: è un bel trampolino di lancio e una società seria. Speriamo tutti assieme di raggiungere gli obiettivi che il Direttore e il Presidente si sono prefissati.”
La chiusura finale è del DS Valoti: “Abbiamo sempre cercato di fare le cose nel modo giusto, portando avanti i nostri principi. Non possiamo pensare di ragionare da grande club. Siamo una società che lavora in modo artigianale, ma che cerca di metterci il massimo delle risorse. Attraverso questo speriamo di ottenere risultati come quelli ottenuti in passato. Ora nel calcio tutti provano ad andare avanti in un’altra direzione, proponendo un calcio autosostenibile. Quando siamo retrocessi abbiamo chiesto un po’ a tutti i nostri giocatori quello che volessero fare. Ci hanno detto di voler mantenere la categoria. Gli unici che l’hanno persa siamo noi. Non a caso quasi tutti i nostri giocatori sono riusciti a trovare collocazione in Lega Pro o in categoria superiore. Questo sta a significare che non eravamo proprio così scarsi. Le qualità dei nostri giocatori c’erano, ma non siamo riusciti a creare uno spirito di gruppo, vincente, oltre alla voglia di sacrificarsi l'uno per l’altro”.