La pulce nell'orecchio
- Pubblicato in Società
di Cesare Malnati
Un'ora di piuttosto netta supemazia sia territoriale che di conclusioni. Il rigore tirato sul palo da Cellini come spartiacque, al 15' del secondo tempo. I trenta minuti finali se non in affanno comunque lasciando campo agli avversari, pericolosi peraltro in una sola occasione. Questa è stata l'AlbinoLeffe di ieri sera contro il Sassuolo, una gara (la terza di Mondonico), in cui la squadra ha cominciato a rivelare una sua precisa organizzazione per quanto concerne la fase difensiva. Ce n'era del resto estremo bisogno, se è vero che, giunti al decimo turno, finora s'era sempre preso gol.
E il fatto d'aver finalmente finito una partita con la porta inviolata va considerato un risultato positivo, come s'è affrettato a sottolineare il superesperto tecnico in sala stampa. L'obiettivo è stato centrato anche attraverso una disciplina tattica abbastanza rigida, col perdurante sacrificio di Foglio, inserito nella ripresa in luogo di Laner lungo l'out sinistro proprio per evitare d'abbassarsi eccessivamente, e con la consegna a Grossi, sull'altro versante, di non trascurare affatto l'azione di contenimento. Misure indispensabili per far quadrare il cerchio: ora s'impone cautela, più avanti - recuperandosi pure i numerosi infortunati - sarà possibile liberare la fantasia, che del resto a Mondo non manca davvero.
Resta il problema di non avere ancora vinto in casa. Il bello è che, a domanda diretta, il solito Mondo ha risposto che l'attuale Celeste è tutt'altro che una formazione da trasferta ("Col Sassuolo, a casa loro, questa partita l'avremmo persa!"). Sicchè prima o poi arriveranno anche i tre punti fra le mura amiche. Il pari di ieri del resto era abbastanza prevedibile, tenuto conto che i numeri del campionato testimoniano di quanto gli emiliani (5-1 ad Ascoli, tanto per dirne una) costituiscano formazione temibile soprattutto fuori casa, con quel loro 4-3-3 che beneficia di gente tipo Noselli e Martinetti e che spesso libera in zona gol un centrocampista come Fusani. Insomma, studiandosi il match a tavolino, il padano di Cassano d'Adda dev'essersi reso ben conto che stavolta non era il caso di far gli spiritosi. Il penalty sbagliato naturalmente materializza un certo rammarico, giustificato nl suo complesso perchè l'AlbinoLeffe, anche se in frenata nella fase finale, un minimo di vantaggio ai punti l'aveva effettivamente conservato, in virtù di un paio di palle-gol nel primo tempo.
Ora si tratta d'interpretare per qual motivo la squadra abbia prematuramente tirato i remi in barca. Calo fisico oppure il timore di vanificare - avendo fallito un rigore - la prestazione giudiziosa? Bisognerà verificare, tuttavia che sia subentrata una piccola remora mentale pare l'ipotesi più attendibile.
E il fatto d'aver finalmente finito una partita con la porta inviolata va considerato un risultato positivo, come s'è affrettato a sottolineare il superesperto tecnico in sala stampa. L'obiettivo è stato centrato anche attraverso una disciplina tattica abbastanza rigida, col perdurante sacrificio di Foglio, inserito nella ripresa in luogo di Laner lungo l'out sinistro proprio per evitare d'abbassarsi eccessivamente, e con la consegna a Grossi, sull'altro versante, di non trascurare affatto l'azione di contenimento. Misure indispensabili per far quadrare il cerchio: ora s'impone cautela, più avanti - recuperandosi pure i numerosi infortunati - sarà possibile liberare la fantasia, che del resto a Mondo non manca davvero.
Resta il problema di non avere ancora vinto in casa. Il bello è che, a domanda diretta, il solito Mondo ha risposto che l'attuale Celeste è tutt'altro che una formazione da trasferta ("Col Sassuolo, a casa loro, questa partita l'avremmo persa!"). Sicchè prima o poi arriveranno anche i tre punti fra le mura amiche. Il pari di ieri del resto era abbastanza prevedibile, tenuto conto che i numeri del campionato testimoniano di quanto gli emiliani (5-1 ad Ascoli, tanto per dirne una) costituiscano formazione temibile soprattutto fuori casa, con quel loro 4-3-3 che beneficia di gente tipo Noselli e Martinetti e che spesso libera in zona gol un centrocampista come Fusani. Insomma, studiandosi il match a tavolino, il padano di Cassano d'Adda dev'essersi reso ben conto che stavolta non era il caso di far gli spiritosi. Il penalty sbagliato naturalmente materializza un certo rammarico, giustificato nl suo complesso perchè l'AlbinoLeffe, anche se in frenata nella fase finale, un minimo di vantaggio ai punti l'aveva effettivamente conservato, in virtù di un paio di palle-gol nel primo tempo.
Ora si tratta d'interpretare per qual motivo la squadra abbia prematuramente tirato i remi in barca. Calo fisico oppure il timore di vanificare - avendo fallito un rigore - la prestazione giudiziosa? Bisognerà verificare, tuttavia che sia subentrata una piccola remora mentale pare l'ipotesi più attendibile.