L'opinione
- Pubblicato in Società
di Ildo Serantoni
Una cosa alla volta. Questa sembra essere l’idea-forza di Mondonico da quando è tornato a sedersi sulla panchina dell’AlbinoLeffe. Ancor prima di arrivare qui, semplicemente leggendo i numeri della classifica e il parere degli opinionisti, il tecnico aveva probabilmente già capito quale fosse il problema più urgente da risolvere: la tenuta difensiva. E la prima partita, a Trieste, glielo aveva confermato in pieno, al punto che negli ultimi minuti di gioco, al «Nereo Rocco», non aveva esitato a giocarsi l’ultimo cambio che gli rimaneva per, sono sue parole, «aggiungere un po’ di uomini in mezzo all’area». Qualche risultato, da questo punto di vista, è stato raggiunto: nelle ultime due partite la squadra ha subito solamente una rete e l’altra notte contro il Sassuolo - che nelle prime nove giornate aveva sempre segnato - è riuscita a chiudere i 90 minuti con la rete inviolata.
L’obiettivo di dare al gruppo un’organizzazione difensiva più robusta, insomma, sembra essere a buon punto e questo, come abbiamo fatto rilevare a botta calda sulle colonne de L’Eco di Bergamo, deve indirre a giudicare positivo l’esito del match con la ben organizzata avversaria emiliana. È evidente che non è stato un grande spettacolo e l’AlbinoLeffe non ha disputato un partitone. Ed è ovvio che rughi la sua parte il fatto di non riuscire a vincere una partita in casa. Tuttavia, ci sentiamo di dire che va bene così e che quanto si è ottenuto non è da buttar via. Certo, su questa considerazione pesa il nostro atteggiamento mentale propenso a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, ma siamo convinti che non si tratti solamente di ottimismo della volontà. C’è anche un filo logico di ragionamento, figlio leggittimo della considerazione che abbiamo fatto in apertura: per ora si sta lavorando per turare la falla difensiva, a operazione conclusa ci si potrà dedicare all’aspetto offensivo. Anche perché siamo al discorso di sempre: se il rigore di Cellini fosse finito dentro, questione di centimetri, a quest’ora anche quelli che vedono il bicchiere sempre mezzo vuoto farebbero altri discorsi.
Una cosa alla volta. Questa sembra essere l’idea-forza di Mondonico da quando è tornato a sedersi sulla panchina dell’AlbinoLeffe. Ancor prima di arrivare qui, semplicemente leggendo i numeri della classifica e il parere degli opinionisti, il tecnico aveva probabilmente già capito quale fosse il problema più urgente da risolvere: la tenuta difensiva. E la prima partita, a Trieste, glielo aveva confermato in pieno, al punto che negli ultimi minuti di gioco, al «Nereo Rocco», non aveva esitato a giocarsi l’ultimo cambio che gli rimaneva per, sono sue parole, «aggiungere un po’ di uomini in mezzo all’area». Qualche risultato, da questo punto di vista, è stato raggiunto: nelle ultime due partite la squadra ha subito solamente una rete e l’altra notte contro il Sassuolo - che nelle prime nove giornate aveva sempre segnato - è riuscita a chiudere i 90 minuti con la rete inviolata.
L’obiettivo di dare al gruppo un’organizzazione difensiva più robusta, insomma, sembra essere a buon punto e questo, come abbiamo fatto rilevare a botta calda sulle colonne de L’Eco di Bergamo, deve indirre a giudicare positivo l’esito del match con la ben organizzata avversaria emiliana. È evidente che non è stato un grande spettacolo e l’AlbinoLeffe non ha disputato un partitone. Ed è ovvio che rughi la sua parte il fatto di non riuscire a vincere una partita in casa. Tuttavia, ci sentiamo di dire che va bene così e che quanto si è ottenuto non è da buttar via. Certo, su questa considerazione pesa il nostro atteggiamento mentale propenso a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, ma siamo convinti che non si tratti solamente di ottimismo della volontà. C’è anche un filo logico di ragionamento, figlio leggittimo della considerazione che abbiamo fatto in apertura: per ora si sta lavorando per turare la falla difensiva, a operazione conclusa ci si potrà dedicare all’aspetto offensivo. Anche perché siamo al discorso di sempre: se il rigore di Cellini fosse finito dentro, questione di centimetri, a quest’ora anche quelli che vedono il bicchiere sempre mezzo vuoto farebbero altri discorsi.