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L'opinione

  • Pubblicato in Società
di Ildo Serantoni


Non c’è molto da scervellarsi per trovare la ragione della netta sconfitta subita contro il Lecce. Basta guardare la classifica: in questo momento fra le due squadre non c’è una categoria di differenza, ce ne sono due. Se il campionato finisse oggi, infatti, il Lecce sarebbe promosso in serie A, mentre l’AlbinoLeffe retrocederebbe senza nemmeno dover spareggiare. Che cosa si pretende, dunque, quando si affrontano due formazioni di spessore tanto differente? Soprattutto, che cosa si può pretendere da quella meno forte? Una sola cosa: una accentuazione di corsa, grinta, cattiveria, intensità per ridurre al minimo il gap tecnico, dopodiché vada come vada.
Tutto sommato, ci sentiamo di dire che è ciò che l’AlbinoLeffe ha cercato onestamente di fare venerdì notte. Nel primo tempo ha governato la palla, ha giocato nella metà campo avversaria, ha costretto il Lecce a salvarsi nove volte in calcio d’angolo ed ha anche sfiorato il gol con una conclusione di Cellini. Tutto questo mentre il Lecce è venuto avanti pericolosamente due volte e in una di esse ha trovato il gol del vantaggio. Poi c’è stata la svista arbitrale che ha propiziato il 2-0, cui ha fatto seguito un secondo tempo nel quale la superiorità della capolista si è palesata in tutta la sua evidenza.
Risultato e punteggio, alla fine, non offrono il fianco a obiezioni. Giusto così, perché il Lecce si è confermato superiore sia come squadra sia sul piano delle individualità. Non c’è stato confronto diretto, in nessuna zona del campo, che non abbia visto prevalere i giocatori avversari. E quando, oltre al collettivo, patisci anche l’uno contro uno che ci puoi fare? Che ci puoi fare se lasci solo uno come Serafini a contrastare Marilungo? Oppure Sala contro Corvia? Oppure Passoni contro Vives? O ancora: Cellini e Ruopolo contro Schiavi e Fabiano, Previtali contro Giacomazzi, Cristiano contro Angelo? Chiaro che perdi dappertutto e, di conseguenza, perdi la partita, indipendentemente dal fatto che la congrega arbitrale aiuti chi non ne ha bisogno a mettertelo in quel posto.
E adesso? Se può consolare il fatto che di Lecce non ce ne sono in giro tanti, c’è tuttavia da stare poco allegri davanti al fatto che gli avversari fuori portata sono comunque troppi per un AlbinoLeffe dai limiti tanto evidenti. Troppi per una difesa estremamente vulnerabile, troppi per un centrocampo con poca personalità. Il rischio di non salvarsi, con le forze a disposizione, è alto. Per la prima volta da quando è in B, l’AlbinoLeffe si vede costretto a intervenire sul mercato januario con un robusto impiego di risorse finanziarie. In mezzo al campo serve un faro del gioco in possesso dei necessari attributi. In difesa, come minimo, serve un centrale con le caratteristiche di uomo-guida, accanto al quale il rendimento di Sala lieviterebbe notevolmente. Per fare un saltino di qualità, due giocatori di simili caratteristiche sono indispensabili come l’aria per respirare. Questo a prescindere dal risultato della partita di Grosseto: anche in caso di vittoria, nessuno si illuda che il problema sia eludibile.

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