La pulce nell'orecchio
- Pubblicato in Società
di Cesare Malnati
Bella partita (esteticamente parlando) per tutti, meno che per il povero AlbinoLeffe, che ha dovuto trangugiare fino in fondo un calice pieno di rabbiose lacrime amare. All'Atleti Azzurri d'Italia il Lecce capolista è passato (3-1) dall'alto di un'essenzialità davvero fuori dal normale. I salentini, nel primo tempo, hanno superato la metà campo tre volte, però producendo una nitida palla-gol al 22' e realizzando al 31' con Corvia (una specie di Tiribocchi) e al 44' con Giuliatto. Tuttavia la rete di Giuliatto (palla che colpisce la traversa e rimbalza sulla riga) l'ha vista solo il segnalinee, la cui erratissima valutazione, naturalmente, pesa sul risultato, pur non inficiandone - al tirar delle somme - l'esattezza, in base alla visibile differenza dei valori in campo. Si diceva dell'essenzialità degli ospiti: prevalenza territoriale complessiva dell'AlbinoLeffe (Perico aveva riaperto la partita dopo l'intervallo), ma a loro favore, nella ripresa, quando hanno assolutamente legittimato il successo reagendo con autorità al pericolo di farsi raggiungere, il terzo gol nonchè altri due legni e almeno un'occasionissima.
La sfortunata squadra di Mondonico (espulso proprio allorchè si rialimentavano le speranze, sull'1-2) ha corso tantissimo, non producendo in proporzione (un'opportunità fallita da Cellini all'inizio), sebbene abbia condotto a lungo la gara. Brutto segno, anche se questo insoddisfacente esito, a differenza che in altre circostanze, ci sta per l'obiettiva preponderanza di un avversario più attrezzato. Dunque stavolta - al di là dello svarione arbitrale - c'è poco d'arrabbiarsi. Niente Foglio, niente Grossi, Celeste in campo con Luoni-Cristiano tandem in fascia sinistra per fronteggiare le discese sistematiche del brasiliano Angelo, un tipetto che possiede tempi d'inserimento perfetti e, se impara a metterla dosata, combinerà grossi guai a tutti. Sicchè giustificata la difensiva mossa di Mondo, il cui acume tattico s'è inevitabilmente scontrato con la qualità dei vari Marilungo e, appunto, Corvia, elementi che fingono di dormire e invece ti fregano appena giri la testa.
Domani è un altro giorno e, per fortuna, già martedì si scende nuovamente in campo, nel recupero di Grosseto, al cospetto d'Elio Gustinetti, la cui formazione avrà lo svantaggio di riposarsi ventiquattr'ore di meno, giocando oggi pomeriggio con l'altra capolista, cioè l'Ancona. Piccola consolazione, che deve servire a guardare avanti con fiducia dimenticandosi della classifica e pensando all'attenta prestazione appena esibita.
Bella partita (esteticamente parlando) per tutti, meno che per il povero AlbinoLeffe, che ha dovuto trangugiare fino in fondo un calice pieno di rabbiose lacrime amare. All'Atleti Azzurri d'Italia il Lecce capolista è passato (3-1) dall'alto di un'essenzialità davvero fuori dal normale. I salentini, nel primo tempo, hanno superato la metà campo tre volte, però producendo una nitida palla-gol al 22' e realizzando al 31' con Corvia (una specie di Tiribocchi) e al 44' con Giuliatto. Tuttavia la rete di Giuliatto (palla che colpisce la traversa e rimbalza sulla riga) l'ha vista solo il segnalinee, la cui erratissima valutazione, naturalmente, pesa sul risultato, pur non inficiandone - al tirar delle somme - l'esattezza, in base alla visibile differenza dei valori in campo. Si diceva dell'essenzialità degli ospiti: prevalenza territoriale complessiva dell'AlbinoLeffe (Perico aveva riaperto la partita dopo l'intervallo), ma a loro favore, nella ripresa, quando hanno assolutamente legittimato il successo reagendo con autorità al pericolo di farsi raggiungere, il terzo gol nonchè altri due legni e almeno un'occasionissima.
La sfortunata squadra di Mondonico (espulso proprio allorchè si rialimentavano le speranze, sull'1-2) ha corso tantissimo, non producendo in proporzione (un'opportunità fallita da Cellini all'inizio), sebbene abbia condotto a lungo la gara. Brutto segno, anche se questo insoddisfacente esito, a differenza che in altre circostanze, ci sta per l'obiettiva preponderanza di un avversario più attrezzato. Dunque stavolta - al di là dello svarione arbitrale - c'è poco d'arrabbiarsi. Niente Foglio, niente Grossi, Celeste in campo con Luoni-Cristiano tandem in fascia sinistra per fronteggiare le discese sistematiche del brasiliano Angelo, un tipetto che possiede tempi d'inserimento perfetti e, se impara a metterla dosata, combinerà grossi guai a tutti. Sicchè giustificata la difensiva mossa di Mondo, il cui acume tattico s'è inevitabilmente scontrato con la qualità dei vari Marilungo e, appunto, Corvia, elementi che fingono di dormire e invece ti fregano appena giri la testa.
Domani è un altro giorno e, per fortuna, già martedì si scende nuovamente in campo, nel recupero di Grosseto, al cospetto d'Elio Gustinetti, la cui formazione avrà lo svantaggio di riposarsi ventiquattr'ore di meno, giocando oggi pomeriggio con l'altra capolista, cioè l'Ancona. Piccola consolazione, che deve servire a guardare avanti con fiducia dimenticandosi della classifica e pensando all'attenta prestazione appena esibita.