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Società

La pulce nell'orecchio

  • Pubblicato in Società
di Cesare Malnati


Inferiore fisicamente, l'AlbinoLeffe ha ceduto a un Torino venuto a Bergamo programmato per vincere secondo praticità, come sta nel dna del suo allenatore Colantuono. Il risultato, 0-1, potrebbe pure prestarsi a recriminazioni da parte della Celeste, colpita e affondata al 37' del primo tempo da un rigore apparso inesistente (fallo ingenuo, ma appena fuori area, di Bergamelli su Antonelli). Fallito inoltre, da Cellini, il proprio di penalty, fischiato pochi minuti dopo. Tuttavia questo discorso non s'ha da fare.
La Celeste non è riuscita a fare il solletico, al Toro. Nè prima del gol, nè dopo. E nonostante tutta la buona volontà del mondo e di Mondo, che, a inizio ripresa, ha aggiunto chili e centimetri (Cisse e Hetemaj per Cellini e Bernardini). Le varie iniziative, piuttosto velleitarie, sono sempre rimbalzate contro il muro dei granata, granitico intorno ai due centraloni Loria e Zoboli. Successivamente, per aumentare ancora il peso a centro area, dentro pure Torri per Bergamelli, ma senza esito.

Naturalmente nel finale ci sarebbe stata la beffa di subire il raddoppio e Arma - un attaccante finora poco impiegato ma risultato assai importante nel far scorrere la palla - l'ha mancato di poco (bravo Layeni e quindi non si può nemmeno ricorrere all'assenza di Pelizzoli per giustificare la sconfitta). La fase d'approccio, del resto, era stata di marca torinista, con netto predominio territoriale, anche se senza palle-gol, degli ospiti. Si pensava che l'AlbinoLeffe avesse deciso d'intendere la gara come un'esercitazione di pazienza, in attesa dell'episodio favorevole. Invece la ruota è girata al contrario, con la fuga laterale destra di Antonelli per la frittata a metà fra Bergamelli e l'arbitro Baracani.

Or mi sovviene che - date le due consecutive sconfitte, questa e ad Ancona, dopo la sosta - qualche problema sia improvvisamente sorto. Strana la concomitanza con l'arrivo dei tre nuovi Cioffi, Bernardini e Bernardini e il loro contemporaneo innesto in squadra. Inaspettato, in quanto trattasi di elementi d'esperienza. Però si sa che una squadra nuova per tre undicesimi qualche scossa d'assestamento la può far registrare. Poi la coesistenza di Bernardini e Previtali è tutta da dimostrare, sembrandomi i due registi molto simili per caratteristiche sia tecniche che strutturali: play maker basso Bernardini e interno Previtali, con Bombardini sul centrosinistra di un centrocampo a cinque in fase di possesso palla (Perico e Piccinni sulle fasce), non so se il nevralgico reparto possa avere la gamba giusta. Chissà Mondonico che ne pensa. 

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