Antonelli: “Dispiaciuto per i fischi”
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Nello specifico, il centrocampista granata, cheha indossato la maglia dell’AlbinoLeffe da gennaio a giugno del 2008, dopol’episodio – chiave è stato sonoramente fischiato ad ogni tocco di palla finoall’uscita dal campo per infortunio in chiusura di primo tempo
Proprio Antonelli, attraverso il nostrosito, ha esplicitamente chiesto la possibilità di tornare su quanto accadutonella sfida di sabato: “Mi è dispiaciuto tanto – dice – anche perché non sonoun simulatore, ed è la prima volta in assoluto che mi capita di esserefischiato dal pubblico avversario. A maggior ragione sono amareggiato perché si trattava di quello dell’AlbinoLeffe,una squadra che anche se per sei mesi mi ha dato tanto e alla quale sono ancoralegato”.
L’esterno abruzzese racconta cosìl’episodio: “ Bergamelli – spiega - è stato scavalcato dalla palla inprofondità e in un primo momento mi ha tenuto per la maglia, il duello èproseguito ma io volevo entrare in area per andare al cross. Poi, essendo inpiena corsa, non so se mi ha toccato nuovamente o i nostri piedi si sonoincrociati ma sullo slancio sono caduto. Ho parlato con Dario e lui stesso mi hadetto che il contatto c’è stato, ma quando si è in velocità non ci si rendeconto se è dentro o fuori area. Poi è stato il guardalinee, che era a pochipassi, a richiamare l’attenzione dell’arbitroe ad indurlo ad assegnare il penalty”.
Antonelli peraltro si domanda sela contestazione nei suoi confronti sia scaturita per il rigore o per l’esultanzadopo averlo ottenuto: “ Se fosse questa seconda ipotesi – sottolinea - ci tengoa precisare che dopo una settimana con tanta pressione come quella che abbiamopassato a Torino, consapevoli che Bergamo sarebbe stato il crocevia del nostrocampionato, lo sfogo è venuto naturale indipendentemente dall’avversario diturno. Inoltre magari un altro giocatore avrebbe risposto per le rime alpubblico ma io non ci ho nemmeno pensato. Nella mia carriera non sono mai statoscorretto quindi, a maggior ragione, non voglio passare assolutamente perquello che non sono”.