La pulce nell'orecchio
- Pubblicato in Società
di Cesare Malnati
Ridottasi ancora una volta con la pistola puntata alla tempia a causa di una sostanziale immaturità, l'AlbinoLeffe ha ottimamente reagito, come spesso le succede, riuscendo a salvare la pelle, che all'inizio della ripresa pareva saldamente nelle mani dell'avversario di serata, il Grosseto. Infatti al 4' la squadra toscana, già in vantaggio di un gol, ha avuto a disposizione un penalty, comprensivo di superiorità numerica (espulso Luoni per fallo da ultimo uomo, secondo la ricostruzione arbitrale, in piena area). Ma il bolide dal dischetto di Pichlmann s'è infranto contro la parte superiore della traversa, finendo alto. Sicchè Cellini ha rilevato Cia e Foglio Cristiano, con Foglio che al 18', due minuti dopo essere entrato, ha infilato il "sette" da fuori, pareggiando il conto col gol di testa del difensore Turati (37' di gioco). Gol di cui cui ha grosse responsabilità Pelizzoli, essendosi fatto sfuggire l'innocua palletta come se si fosse trattato di una saponetta. Già che siamo in argomento, Pelizzoli è incappato in una prova caratterizzata da distrazione, se è vero che pure nel finale per poco non s'è fatto sorprendere da un tiro da lontano di Alfageme.
Ora vorrei capire: il portierone, che ha dimostrato proprio all'AlbinoLeffe d'esser in grado di tornare alla grandissima dall'alto della sua predisposizione fisica, vuol forse rovinare tutto per superficialità e deconcentrazione? Chiusa la parentesi, in 10 contro 11 gli uomini di Mondonico - in partenza con un 3-4-2-1 piuttosto inedito (Cristiano mezza punta sul centrodestra, in tandem con Cia) - sono stati capaci di soffrire, concedendo poco a un Grosseto buona formazione, ma che in classifica arriverà sempre dietro al Cesena visto su questi stessi schermi quattro giorni fa. Per qual motivo quest'ultima osservazione? Perchè il cinismo non è di casa in Maremma, visto che sin dal primo tempo la partita si poteva chiudere, approfittando dello sbandamento seriano derivante dallo svantaggio e durato una buona decina di minuti nonchè della buona vena di Mauro Esposito, uno che, se in condizione, in categoria c'entra come i cavoli a merenda. Mondonico s'è fatto espellere, ma in pratica è come se nell'AlbinoLeffe giocasse anche lui.
Ci sono dei momenti in cui, se la partita non s'accende, bisogna infiammarla, altrimenti chi sta vincendo spegne le luci col possesso palla e si va tutti a dormire. Il tecnico di Rivolta d'Adda è un maestro di furbizia e in B gli è facile far valere il suo carisma. Resterebbe da capire da dove venga quell'immaturità alla base di tanti errori sciocchi, che costringono spesso la Celeste ad esibirsi col fiato sospeso. Sono i giocatori che devono interrogarsi. Senza dubbio, queste sono le stagioni in cui le società hanno l'occasione d'imparare maggiormente per non commettere in futuro certi sbagli.
Ora vorrei capire: il portierone, che ha dimostrato proprio all'AlbinoLeffe d'esser in grado di tornare alla grandissima dall'alto della sua predisposizione fisica, vuol forse rovinare tutto per superficialità e deconcentrazione? Chiusa la parentesi, in 10 contro 11 gli uomini di Mondonico - in partenza con un 3-4-2-1 piuttosto inedito (Cristiano mezza punta sul centrodestra, in tandem con Cia) - sono stati capaci di soffrire, concedendo poco a un Grosseto buona formazione, ma che in classifica arriverà sempre dietro al Cesena visto su questi stessi schermi quattro giorni fa. Per qual motivo quest'ultima osservazione? Perchè il cinismo non è di casa in Maremma, visto che sin dal primo tempo la partita si poteva chiudere, approfittando dello sbandamento seriano derivante dallo svantaggio e durato una buona decina di minuti nonchè della buona vena di Mauro Esposito, uno che, se in condizione, in categoria c'entra come i cavoli a merenda. Mondonico s'è fatto espellere, ma in pratica è come se nell'AlbinoLeffe giocasse anche lui.
Ci sono dei momenti in cui, se la partita non s'accende, bisogna infiammarla, altrimenti chi sta vincendo spegne le luci col possesso palla e si va tutti a dormire. Il tecnico di Rivolta d'Adda è un maestro di furbizia e in B gli è facile far valere il suo carisma. Resterebbe da capire da dove venga quell'immaturità alla base di tanti errori sciocchi, che costringono spesso la Celeste ad esibirsi col fiato sospeso. Sono i giocatori che devono interrogarsi. Senza dubbio, queste sono le stagioni in cui le società hanno l'occasione d'imparare maggiormente per non commettere in futuro certi sbagli.