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L'opinione

  • Pubblicato in Società
di Ildo Serantoni


Nessuna sorpresa, soltanto conferme. Era sufficiente valutare con ponderatezza e un briciolo di buonsenso il trend delle ultime giornate per intuire che l’AlbinoLeffe si sarebbe tolto dai guai alla prima occasione propizia. Che cosa era successo nelle ultime giornate? Semplicemente quello che vi andiamo velocemente elencando. Dal 23 marzo in avanti l’AlbinoLeffe aveva affrontato quattro squadre dell’area promozione pareggiando con Sassuolo e Grosseto, mettendo in costa il Brescia e perdendo una sola volta, col Cesena, soltanto perché l’arbitro aveva regalato ai romagnoli il rigore del secondo gol. Poi era andato a Gallipoli e l’aveva asfaltato, era andato a Modena e non aveva perso. Tutto ciò avrebbe dovuto indurre a un ragionevole ottimismo in vista del match col Frosinone, ma il sentimento non era condiviso.

I 90 minuti - che, caso più unico che raro, sono stati 90 tondi, perché l’intelligente arbitro non ha concesso recuperi né nel primo, né nel secondo tempo - si sono incaricati di spazzare via ogni dubbio. L’AlbinoLeffe ha ricevuto il Frosinone e lo ha seppellito di gol, iniettandogli una crisi tecnica che ha portato all’allontamento dell’allenatore Moriero. Insomma, in poco più d’un mese, la Celeste ha trasformato quella che si profilava come una sequenza difficile di partite in una marcia sicura, che le ha garantito di fatto la settima salvezza consecutiva in serie B. E, crepi l’astrologo, il quasi certo derby con l’Atalanta nella prossima stagione: il terzo della giovane storia della società del mai sufficientemente lodato presidente Andreoletti.

L’impegno, adesso, è di non appisolarsi sugli allori. Al contrario, il finale di campionato senza patemi può essere sfruttato per dar vita a prestazioni e cogliere risultati vantaggiosi per tutti. Per i nuovi arrivati Berna e Bomba, i quali potrebbero costituire le fondamenta della squadra dell’anno prossimo. Per i rampanti come Torri, che avranno la possibilità di dimostrare il loro buon diritto a essere considerati titolari. Per i giovani come Lele Perico e i meno giovani come Pelo, davanti ai quali si apriranno sicuramente spiragli di serie A. Per il Mondo, un valore aggiunto che non vogliamo minimamente pensare lontano da qui.

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