Federico Marchetti: Italia-Sudafrica andata e ritorno
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Una cosa è certa, Federico Marchetti non dimenticherà presto l'estate 2010. I tifosi dell'AlbinoLeffe hanno seguito con calore e attenzione particolari la favola di questo ragazzo di Bassano del Grappa, affacciatosi al calcio che conta con la maglia blu-celeste solo poche stagioni fa, approdato alla nazionale dopo due stagioni ad alto livello con la maglia del Cagliari e catapultato in questi giorni sul palcoscenico mondiale per l'inaspettato infortunio di Gigi Buffon. Analizziamo nel dettaglio l'esperienza mondiale di Federico.
Federico ha giocato complessivamente 224 minuti, subendo 4 reti: una media molto alta, non c'è che dire. É stato protagonista in due pareggi e una sconfitta, non subendo reti solo nel giorno del suo esordio, durante il secondo tempo contro il Paraguay.
Al di là delle statistiche, Marchetti è apparso forse un po' timoroso nelle tre uscite mondiali, probabilmente emozionato dal vasto palcoscenico e dall'improvvisa responsabilità di difendere la porta di un'Italia molto tesa, fragile in difesa e sotto la pressione di chi, da campione uscente, non può sbagliare. I tifosi ricorderanno a lungo il suo sguardo durante la cruciale partita con la Slovacchia, uno sguardo che dice più di tanti discorsi.
Federico paga le responsabilità di un pacchetto difensivo apparso slegato e inadeguato, troppo generoso nei confronti degli attacchi avversari: basta pensare a quanto siano apparsi indisturbati e incontrastati i vari Alcaraz, Smeltz, Vittek...
Sicuramente Marchetti deve convertire la delusione dell'esperienza sudafricana in carica e motivazione a far bene in vista del prossimo campionato: nella sua carriera ha saputo far tesoro dei momenti difficili per crescere come uomo e come atleta. Ha ventisette anni e ci sarà un'altra opportunità, Europei o Mondiali che siano, se saprà giocare le proprie carte al meglio nelle prossime stagioni. Rimane il rammarico di aver partecipato ad uno dei peggiori capitomboli della nazionale azzurra nella storia dei mondiali. Un rammarico che speriamo tutti venga presto dimenticato a favore di nuovi sogni e nuovi successi. Magari con Federico Marchetti, e con lui un pezzo di AlbinoLeffe, tra i pali.