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Società

La fiducia è l'arma in più dell'AlbinoLeffe

  • Pubblicato in Società

di Eugenio Sorrentino


La fiducia è una cosa seria, chesi dà alle cose serie. Così recitava uno degli spot piùricorrenti di Carosello, storica trasmissione Rai di prima serata,gradevole intrattenimento per famiglie, piccoli e adulti. Una fraseed un’immagine che deve essere tornata alla mente del presidentedell’AlbinoLeffe, Andreoletti, che ha deciso di riporre ancora unavolta piena fiducia nei suoi giocatori (era già successo primadella partita di Coppa Italia), concedendo loro di trascorrere a casala vigilia della gara d’esordio casalingo in campionato con ilLivorno. Niente ritiro, ma invito a trovare la giusta dose diconcentrazione e serenità tra gli affetti familiari. Un invitoche trova d’accordo Emiliano Mondonico, il quale sa bene, peresperienza, quanto stress possa accumularsi qualora un giocatore vivale ore che lo separano dalla gara nell’isolamento e nell’ozio diuna stanza d’albergo, a poca distanza dalla propria casa e dallatranquillità della vita domestica. Non è un esperimentoné una scommessa, ma una prova di maturità, fuori dalcampo per stare meglio in campo. La scelta societaria fa notizia, maha il merito di spezzare un rituale che fa comprendere comel’AlbinoLeffe voglia intendere il calcio. Nelle scuole americanevige la tradizione del patto d’onore, che consiste nell’assegnareil compito da svolgere non in aula ma a casa propria. Un invito amisurarsi con le proprie capacità di apprendimento senzachiedere l’aiuto di chi potrebbe saperne certamente di più.Alla prova dei fatti, prima o poi, il grado di preparazione viene agalla. I calciatori dell’Albinoleffe devono sentirsi onorati dellaopportunità offerta loro. Li responsabilizza facendoli sentireancora più partecipi di un progetto che coinvolge i tesseratie le loro famiglie.

L’altra bella iniziativa, annunciatain occasione della campagna abbonamenti e attesissima dai fedelissimidi tribuna della squadra seriana, è il cosiddetto “terzotempo”, ovvero l’invito a condividere l’atmosfera deldopopartita insieme ai protagonisti delle due squadre. Non potràiniziare, ma solo per motivi logistici ed organizzativi, in occasionedella sfida casalinga con il Livorno, ma sarò proposta perquella successiva con il Varese. Il terzo tempo, si sa, èmutuato dal rugby. Di queste iniziative il calcio ha decisamentebisogno, perché oltre il 90esimo (con l’aggiunta dei minutidi recupero) c’è una dimensione da scoprire, una lezione daapprendere, un episodio da commentare, una pacca sulla spalla, uncomplimento per onorare l’avversario, un abbraccio per augurarsi ilfuturo migliore e rinfrancarsi dalla fatica in campo. A benriflettere, l’AlbinoLeffe e i suoi sostenitori aveva giàmesso in pratica il terzo tempo. Chi non ricorda l’invasione dimaglie e bandiere giallorosse allo stadio di Bergamo in occasionedella gara di andata della finale playoff 2007-2008 contro il Lecce?All’amarezza per la sconfitta seguirono i complimenti per gliavversari che defluirono dallo stadio commentando la partita fianco afianco con i sostenitori dell’AlbinoLeffe. Un tripudio disportività e amicizia. La squadra seriana vuole dimostrare sulcampo di continuare a meritare la serie B, il suo pubblicorappresentarne degnamente la filosofia sportiva. E il terzo tempocontribuirà certamente a creare un’immagine ancora piùautentica della favola AlbinoLeffe.


(segui Eugenio Sorrentino su terzotempomagazine.it)

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