La pulce nell'orecchio
- Pubblicato in Società
di Cesare Malnati
Col Livorno l'AlbinoLeffe ha perduto la partita (0-3!) senz'averla neanche giocata. Incredibile, al punto che qualsiasi commento lascia il tempo che trova. La spiegazione dovrebbero fornirla loro, i protagonisti di quest'inattesa dèbacle. L'osservatore può solo far notare che altre volte s'è usciti sconfitti, ma ben raramente lasciando sul campo l'onore. Invece sì, nell'occasione. A risultato acquisito a favore degli ospiti, almeno una scintilla l'orgoglio avrebbe dovuto accenderla, alla ricerca del gol della bandiera. Così non è stato. Il sintetico racconto della gara riferisce di un approccio a fasi alterne, con i toscani che in quella fase si sarebbero potuti colpire, preoccupati com'erano a causa del rovescio casalingo di settimana scorsa ad opera del Sassuolo. E infatti un'azione iniziata da Cisse e proseguita da Bombardini aveva consentito a Torri di concludere con pericolosità. Ecco, le evoluzioni dei seriani - schierati a 4-3-1-2, con Cisse seconda punta larga sulla sinistra, ma richiesta di rientri non sempre puntualmente eseguiti - si sono concluse qui, nonostante che la vena di Bombardini avesse promesso altre chicche. Al 23' Tavano, con troppo spazio a disposizione al centro dell'area, porta avanti i suoi su azione da sinistra, con assist di Dionisi che non sarebbe mai dovuto passare, e buonanotte. Nell'intervallo Mondonico esenta Cisse e con Foglio cambia assetto (4-3-2-1), ma non c'è reazione. Il Liivorno, dopo aver colto la traversa con Iori, archivia la pratica appena oltre il quarto d'ora, con Surraco e Dionisi in rapida successione. Ora lanciamoci inevitabilmente in due o tre ardite interpetazioni, che - sono quasi sicuro - non c'entrano niente con l'accaduto. Comunque. Tiriamo pure in ballo la consistenza tecnica degli avversari di giornata. Gli amaranto sono neoretrocessi dalla A, anche se della squadra dell'anno scorso non è rimasto quasi più nessuno. Inoltre, presentandosi col capo incerottato per la bastonata del Sassuolo, gli uomini di mister Pillon non potevano farsi trovare in difetto di concentrazione. Poi c'è la questione del ritiro. S'era deciso infatti per la prima volta in campionato che la squadra si ritrovasse in mattinata a 10 ore circa dall'inizio della gara, senza dunque trascorrere la notte della vigilia nel solito albergo. Per quanto grottesco e paradossale possa sembrare, volete vedere che i giocatori, pur detestando notoriamente le tradizionali clausure pre-gara, senza ritiro non sanno stare? Si può esser certi, in ogni caso, che non è mancata la voglia: dopo questa brillante dimostrazione, di rinunciare all'hotel penso non se ne parlerà più. Infine lo scenario. Sebbene all'esordio nel nuovo campionato e contro una formazione di un certo nome, all'Atleti Azzurri d'Italia c'era davvero troppo poca gente, meno del solito. Questo disinteresse del pubblico può avere influito, in quanto effettivamente trovare gli stimoli può diventare complicato. Quest'ultima non è una giustificazione nè una valida motivazione, però il problema esiste. Sicchè diciamola tutta: per l'AlbinoLeffe giocare nella stessa categoria dell'Atalanta è una scocciatura. Con i nerazzurri che sono impegnati in concomitanza, fra AlbinoLeffe- Livorno e Varese-Atalanta, i tifosi, chi più chi meno, scelgono la seconda, magari in tivù. C'è un rimedio? L'Atletico Roma (ex Cisco), in Prima Divisione, anticipa al sabato per evitare Roma o Lazio. La Pro Sesto, prima di fallire, pure, per evitare Inter o Milan. Le due bergamasche sono entrambe in B, d'accordo, tuttavia con l'aria di "spezzatino" che tira ...