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Società

La pulce nell'orecchio

  • Pubblicato in Società
di Cesare Malnati


Non bisogna lamentarsi per questo pareggio casalingo (1-1) col Crotone. Ormai è chiaro: l'AlbinoLeffe odierno - inevitabilmente - non vale quello dell'anno scorso. Tutto sta a vedere se ci sono margini di miglioramento, ma non credo che ora come la squadra possa dare di più. Sicchè la competitività è garantita, tuttavia non ci sarà certo da buttar via punti. Ricordatevi che all'inizio della passata stagione, pur di fronte a risultati iniziali destanti perplessità, andavo sostenendo l'esatto contrario. Ma allora c'era in serbo la carta del cambio d'allenatore, che adesso non avrebbe assolutamente senso. Mondonico ha aiutato in tutti i modi i suoi, schierandoli affinchè potessero individuare il più facilmente possibile gli spazi indispensabili per andare pericolosamente in contropiede. Senza palla, Celeste messa a 5-4-1, con Torri unica punta, Bombardini-Hetemay-Previtali-Foglio alle sue spalle e Martinez-Lebran-Passoni-Luoni-Piccinni davanti a Tomasig. Formazione pronta a disporsi quasi a 3-4-3 in fase offensiva, salendo sugli esterni contemporaneamente Martinez e Bombardini da una parte e Piccinni e Foglio dall'altra. Tutto ottimamente per una buona mezz'ora, con gli organizzati quanto leziosi pitagorici in netto predominio di possesso palla, ma con i seriani abili a fiondarsi nella metà campo avversaria. In tal modo è giunto al 15' il vantaggio di Torri, che successivamente s'è visto deviare in corner dal portiere Belec la conclusione a colpo sicuro su assist dalla sinistra di Foglio. Poi s'è spenta la luce. I calabresi hanno mancato il pareggio prima dell'intervallo (bravo Tomasig su De Giorgio), ma l'hanno conquistato alla ripresa delle ostilità col vecchio marpione Ginestra. E la gara ha assunto le sembianze di quella tipica della serie B nostrana, con molta più paura di perdere che di vincere da ambo le parti, accontentandosi del punticino non solo gli ospiti ma anche la Celeste, probabilmente molto consapevole dei suoi limiti. Torri e Foglio sono stati sostituiti ad oltre mezz'ora dalla fine da Momentè e Cisse, a dimostrazione che qualche problema fisico (Torri, in particolare) s'è fatto sentire. Però i due nuovi entrati non si sono notati affatto, salvo Momentè per un cartellino giallo. Il dubbio già espresso - la pulce nell'orecchio, appunto - è che, oltre ai soliti tredici o quattordici, alcuni ragazzi dell'organico non siano ancora pronti. Che cosa abbia determinato il netto calo alla distanza potrà risultare l'argomento di discussione della settimana. L'azione del pareggio di Ginestra, a sua volta, andrà rivisitata: un po' più di decisione (la famosa palla in tribuna) non avrebbe destato scandalo. Dettagli, importanti, ma pur sempre dettagli. Come dice Mondo, si tratta di capire per tempo, partita per partita, se è più facile far gol o subirlo. Mi sa tanto che saranno in maggioranza le situazioni in cui il tecnico dovrà grattarsi la pera per trovare le soluzioni giuste e magari vincere di rimessa.

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