La pulce nell'orecchio
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L'AlbinoLeffe corsara dell'anno scorso non c'è più. Dopo il pari di Trieste, che non era stato malaccio, le sconfitte d'Ascoli e questa di Padova (identiche nel risultato di 0-2 e molto simili per il senso d'impotenza dimostrato) determinano senza incertezze un verdetto di condanna, pur auspicando che il giudizio d'appello, nel prosieguo del campionato, sarà più favorevole. Far finta di niente sarebbe un'immane sciocchezza. Idem con patate trincerarsi dietro un paio d'azioncine confezionate alla fine del primo tempo, compresa una mezza palla-gol di Foglio. Al netto delle assenze (mancavano i lungodegenti e Ragonesi e Torri, poi s'è infortunato Passoni, tuttavia le indisponibilità fanno parte del gioco), questa squadra è troppo fragile. Sicchè, quando va fuori casa - dove non basta la corsa e serve prsonalità -, le perde inevitabilmente quasi tutte. Il Padova, come il Crotone settimana scorsa, affrontato peraltro fra le mura amiche, è più forte dell'AlbinoLeffe odierno, che presenta magagne un po' dappertutto. Certo, il problema che per primo balza agli occhi è l'inadeguatezza strutturale del reparto difensivo, dove hai voglia d'abbassare - al centro - il centrocampista Passoni, se l'unico marcatore vero è Lebran. Il compagno di quest'ultimo, Luoni, sull'uomo non ce la fa. Dalla sua parte, sulla sinistra dell'attacco biancoscudato, nella prima mezz'ora il Padova ha vinto la partita, prima creando i presupposti e poi sfondando per le comode realizzazioni al'11' e al 32' rispettivamente di Succi e Di Gennaro. Ma nel cuore della retroguardia s'è sofferto anche perchè davanti, sia sulle fasce che a centrocampo, il filtro è stato relativo. Le solite cose, insomma, che però chiamano in causa la consistenza della formazione nel suo complesso, tenuto conto che nulla si può eccepire nè sull'impegno dei singoli nè sull'assetto tattico. La fase offensiva non può che vivere sui guizzi di Bombardini, che - fuori Torri - non trova il suo sbocco naturale. Il sostituto d'Omar, Cisse, che possiede qualità superiore dal punto di vista tecnico, non riesce a carburare e ha vagato per il campo sia come prima punta che come secondo trequartista, affiancato a Bombardini, allorchè Mondonico, dopo l'intervallo, ha inserito Momentè. Sia Momentè che Salvi che il debuttante Girasole (messo dentro sin dal 36' al posto di Passoni), non sono naturalmente giudicabili essendo stati utilizzati in corso d'opera ma il loro impiego è parso obbligato. Fatto sta che non s'è vista reazione apprezzabile ed anzi l'epilogo della gara avrebbe potuto peggiorare il punteggio al punto che è sorto il sospetto che la benzina fosse finita. Ulteriori considerazioni avrebbero solo il vano effetto di rigirare il coltello nella piaga. Ma - giunti ormai alla sesta giornata - si può pur cominciare a far mente locale: il 3-1 rifilato al Varese - gara rimasta a lungo in bilico - non può esser sufficiente ad esprimere una prognosi favorevole.