L'opinione
- Pubblicato in Società
di Ildo Serantoni
L’errore più grosso, in questo momento, è giudicare in base all’emotività. Se si dovesse trarre un giudizio definitivo dalla prestazione di Padova, ci sarebbe da spararsi, e non sarebbe giusto né logico. Così come non sarebbe stato giusto né logico trarre un giudizio definitivo dalla prestazione di tre settimane fa contro il Varese, di segno completamente opposto. Diciamo che, allo stato delle cose, caratterizzato da sbalzi di rendimento che si manifestano non soltanto da una partita all’altra, ma nell’ambito della stessa partita, l’AlbinoLeffe va considerato ancora un gruppo alla faticosa ricerca di una precisa identità. O, come si suol dire ricorrendo a una convincente metafora, un cantiere aperto.
Fatta questa premessa, sarebbe tuttavia iporità tacere il fatto che in un cantiere si può lavorare con materiale di primissima scelta, e in questo caso si può attenderne il lavoro con la ragionevole speranza che cresca un edifico bello e solido. Ma, in tempi di ristrettezze, ribattezzate - con termine à la page - fair play economico, si rischia di lavorare con materiali più scadenti, e allora non si può essere tanto certi che la costruzione venga su con la solidità auspicata. E il pericolo di un crollo diventa immanente.
Ecco, la sensazione che si ricava da questo primo mese di campionato è che l’AlbinoLeffe, gestito da un fior d’impresario (Andreoletti) e affidato a un capocantiere di altissimo livello (Mondonico), disponga in realtà di un materiale (parco giocatori) ai limiti dell’adeguatezza. Ha voglia il Mondo di muovere i pezzi sulla scacchiera, tirandone indietro uno, spostandone avanti un altro, allargando a destra, stringendo a sinistra, allungando, accorciando, alzando, abbassando, inventando, buffando e via andare. I giocatori sono questi, con i loro pregi e i loro difetti. I quali difetti, complessivamente, sembrano oggettivamente superiori ai pregi. Né è il caso di fare eccessivo affidamento sui rientri di Torri, Sala, Manzoni: quando saranno pronti aumenteranno le alternative, questo sì, ma la media resterà modesta.
Questo che cosa significa? Significa che questa squadra, se tale rimarrà fino in fondo, è condannata a sbagliare pochissimo, perché i fatti dimostrano che al minimo sbaglio viene punita, com è normale che sia in un campionato professionistico. C’è dunque da sperare che, nel suo piccolo, diventi praticamente perfetta. Soltanto evitando di sbagliare può pensare di evitare la caduta. Ecco perché la salvezza, quest’anno, sarà molto più difficile che negli anni precedenti.