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Società

La pulce nell'orecchio

  • Pubblicato in Società
di Cesare Malnati


Punteggio eccessivamente severo (0-3), ma a Novara non c'era niente da fare. In questo momento la squadra piemontese, non a caso capolista in fuga, fila come un treno lanciato, mentre l'AlbinoLeffe appartiene alla seconda fascia. Finchè sta in partita, la Celeste regge il confronto, poi la sua fragilità può causare sconfitte non di misura. Il primo tempo, conclusosi a rete inviolate, è stato piuttosto ben gestito e anzi i padroni di casa, irretiti, non si sono praticamente resi pericolosi, salvo due o tre situazioni non limpidissime in area. Ma - anzi -Torri prima e Foglio in seguito avevano in qualche modo avvisato che in campo non c'era una formazione sola. Però, subito dopo l'intervallo, è bastata una precisa nell'angolino quanto perfida rasoiata da fuori di Motta - che, alla quarta realizzazione stagionale, costituisce la vera forza del Novara, in quanto è costantemente lui ad innescare il mortifero tandem Gonzales-Bertani - per chiudere di fatto la gara. Non che l'AlbinoLeffe non abbia reagito, c'ha provato, tuttavia - già al 16' - quel diavolo di Gonzales ha raddoppiato, e buonanotte. La terza pera, sempre di Gonzales, è venuta all'epilogo. Per la verità, gli uomini di Mondonico non hanno mai mollato, alla ricerca anche solo del gol della bandiera, senza trovar fortuna nelle conclusioni che sono pur riusciti ad effettuare. Sulla gara c'è poco da aggiungere, salvo che è stata affrontata ancora una volta con gli uomini contati. In fase offensiva, Momentè ha girato intorno a Torri. Dietro, difensori puri Luoni, Sala e Bergamelli. Affidata a Zenoni la fascia desta. Dall'altra parte Regonesi, con la possibilità di sovrapporsi a Foglio. E Previtali e Hetemaj in mezz'al campo. Chi più chi meno, hanno fatto tutti il loro. Però è mancata la scossa. Più il campionato procede e più si rafforza l'impressione che - esattamente all'opposto dell'anno scorso - ci troviamo di fronte a una squadra deficitaria in trasferta. I numeri parlano sin d'ora piuttosto chiaro: lontano da casa, due punti in sei partite, tre gol segnati e undici subìti, avendo incontrato tre avversari tutt'altro che d'avanguardia come Triestina, Ascoli e Modena. La spiegazione sta in gran parte nella scarsa personalità. A questo difetto è difficile se non impossibile porre rimedio. 

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