L'opinione
- Pubblicato in Società
di Ildo Serantoni
L’idea primaria era quella di confondere a tal punto le idee al Torino da riuscire a portarsi a casa un punto. La seconda era di riuscire a farlo preservando qualche giocatore - Regonesi, Passoni, Bergamelli - da un supplemento di fatica per averlo più fresco nel match fondamentale di sabato contro il Cittadella. Per puntare al suo obiettivo, Mondonico aveva impostato un AlbinoLeffe secondo un modulo finora quasi mai sperimentato: quel 4-1-4-1 che il vecchio, camaleontico Mondo aveva più volte impiegato nella famosa stagione delle 19 partite senza sconfitte, quella della Juve in serie B. Dunque, Previtali play basso davanti a una difesa a quattro e alle spalle di un centrocampo pure a quattro, mentre Cocco, capace di fare reparto da solo, era l’unica punta. E, al posto degli assenti, dentro Maino, Martinez, Piccinni e, in corso d’opera, dentro anche Salvi.
L’obiettivo è sfumato per poco, ammesso che una prodezza di Rolando Bianchi, giocatore d’altra categoria, si possa definire poco. In realtà, si è trattato dell’unico bagliore in una serata abbastanza scolorita. Il Torino ha dimostrato di non essere granché, soprattutto a centrocampo, dove il ruvido De Vezze e il generico Zanetti tutto possono fare fuorché gli ispiratori di gioco, non avendo né piede né cerebro. Fatto sta che, pur gingillandosi a lungo la palla nel primo tempo, il colpo di testa di Bianchi è stata l’unica conclusione tra i pali, eccezion fatta per una telefonata da fuori di Lazarevic. In compenso, Bassi, portiere dei granata, non si è sporcato nemmeno i guanti. E poco è cambiato nella ripresa, se non la metà campo in cui si è giocato in prevalenza: quella del Toro e non più la nostra. Insomma, sarebbe stato 0-0 se Bianchi non si fosse inventato quel perfetto colpo di testa.
Ma, come abbiamo detto, l’appuntamento che conta è quello di sabato col Cittadella: l’ennesimo spareggio dopo quelli con Frosinone, Portogruaro e Sassuolo. Perdendo sistematicamente fuori casa, siamo nelle condizioni di non poter fare buon viso a un pareggio che terrebbe comunque a distanza i veneti di Foscarini.