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La pulce nell'orecchio

  • Pubblicato in Società
di Cesare Malnati


Meno male che Mondonico aveva chiesto come regalo per la quattrocentesima panchina di non prendere gol a Grosseto. Infatti la sua AlbinoLeffe dopo 19 minuti perdeva già 3-0. Però il tecnico ha potuto gioire ugualmente in quanto la lunga rincorsa, all'apparenza pressochè proibitiva, ha avuto successo. Doppietta (il primo e l'ultimo) del tutt'altro che prolifico Previtali, con in mezzo una realizzazione di Grossi. E' stata una partita divertentissima e piena d'anomalie, materializzatasi in un pasticcio alla Barracani, l'arbitro marchigiano che a un certo punto non sapeva più che pesci pigliare. Il Grosseto, naturalmente, ha buttato via i tre punti, senza nulla togliere all'orgogliosa prestazione dei seriani, non esenti a loro volta da pecche. L'episodio più clamoroso s'è avuto all'inizio della ripresa, sul 3-2, con la Celeste in dieci a causa della solita espulsione (Foglio, mandato via poco prima dell'intervallo per un inutile fallaccio in attacco). Soncin, su assist involontario dell'AlbinoLeffe, s'era involato, segnando, ma l'assistente aveva alzato la bandierina per la segnalazione dell'inesistente fuorigioco. Il direttore di gara in rapida successione ha annullato e fischiato la punizione, ha dato l'impressione di cambiare idea, ha a lungo parlamentato col collaboratore mentre i giocatori lo tiravano per la giacchetta. Insomma momentaneamente all'AlbinoLeffe è andata bene, tuttavia Barracani s'è poi pentito e ha dato ai padroni di casa un rigore fantasma, ammonendo pure Regonesi. E Soncin s'è fatto parare il penalty da Tomassig! Sicchè - beffa delle beffe per i toscani - non poteva che arrivare il pareggio, a un quarto d'ora dalla fine. Tirar le somme di un match tanto ricco d'avvenimenti non è semplice. La formazione di Mondo - un coraggioso 3-4-3 - ha disputato dieci ottimi minuti d'approccio, con una palla-gol di Foglio, che, finchè è rimasto in campo, s'è esibito con bravura seminando il panico sulla fascia sinistra. Dal 12' al 17', all'improvviso, è parsa la fine del mondo, con la tripletta avversaria che ha messo a nudo la fragilità di una retroguardia poco filtrata, è vero, ma anche individualmente vulnerabilissima. E poi non è possibile che al primo gol la diga ceda e s'aprano le cascate. Chiusa la parentesi, la squadra, aiutata dal bel tiro da fuori vincente di Previtali, ha ripreso a manovrare ed è rientrata pienamente in partita. Ciò dimostra che non è la qualità del gioco il suo problema. E c'è stata una dimostrazione d'intelligenza nella gestione del secondo tempo, trascorso in attesa dell'occasione favorevole. Certo che, se uno degli scopi della stagione diventa collezionare cartellini rossi, allora buonanotte. Foglio è fresco reduce da tre giornate di squalifica e commette una sciocchezza simile? Però non credo sia neppure il caso d'intervenire singolarmente. E' nello spogliatoio che c'è troppa elettricità e uno dà sfogo all'esuberanza conseguente in modo più censurabile di un altro. Ma insomma cerchiamo di smetterla, anche perchè, se gli arbitri si mettono d'accordo stabilendo che quelli dell'AlbinoLeffe sono i più indisciplinati, si finisce col pagare anche da innocenti. Resta da dire di Previtali, che conosco dai tempi della Primavera dell'Atalanta in una finale d'andata di Coppa Italia contro la Lazio. Per me, lui avrebbe bisogno di giocare in un centrocampo dispari, perchè, avendo al fianco due compagni di buona corsa, il suo calcio pulito e geometrico renderebbe al massimo.  

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