L'opinione
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di Ildo Serantoni
In un campionato difficile e complicato come questo, l’AlbinoLeffe si sta dimostrando bravo nel cogliere i momenti nei quali uno scossone, prima ancora che benefico, diventa indispensabile. Era già accaduto alla quarta giornata (vittoria sul Varese dopo avere racimolato un solo punto in tre partite), alla nona col Frosinone (due punti nelle precedenti quattro) e nei match-spareggio con Portogruaro e Sassuolo. Il trend si è ripetuto sabato con l’Empoli, contro cui la vittoria ha risollevato una situazione resa delicata dalla doppia sconfitta con Torino e Cittadella e dal rocambolesco pareggio di Grosseto.
Insomma, ogniqualvolta s’è sentito mancare la terra sotto i piedi, l’AlbinoLeffe è stato capace di risollevarsi e di darsi la spinta per riportarsi in linea di galleggiamento. La considerazione genera una speranza e una certezza. La speranza è che non si debba andare avanti con questi stringimenti anali fino a maggio. La certezza è che questi giocatori sanno fare gruppo nel momento del bisogno. Ed è già una valutazione positiva. Intanto, sul piano strettamente legato alla classifica, si prende atto che s’è inalata una bella boccata d’ossigeno, indispensabile alla vigilia dei due difficilissimi impegni che ci attendono: a Reggio Calabria e nel derby di sabato con l’Atalanta.
Se vogliamo trovare un ulteriore motivo d’ottimismo, restiamo attaccati ai numeri. L’anno scorso, alla diciottesima giornata, l’AlbinoLeffe aveva 17 punti contro i 19 di oggi, aveva vinto tre partite (oggi cinque), aveva subito 30 gol (oggi 27) e ne aveva segnato soltanto uno di più (21 contro gli attuali 20). La sostanziale differenza rispetto alla passata stagione sta nel diversso rendimento (molto diverso, quasi opposto) fra casa e trasferta. Nel 2009/10 aveva conquistato soltanto sette punti in casa e dieci fuori, quest’anno sedici in casa e solamente tre fuori. Non sarebbe male dare una rimpolpata al rendimento esterno già mercoledì a Reggio Calabria.